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TECNICA - Lucioperca predatore notturno. Vero o falso?
Di Giuseppe Boschetti (del 04/10/2007 @ 10:48:40, in Tecnica, letto 9325 volte)

Canini aguzzi, compare al tramonto per sparire all’alba, odia la luce solare. Questa breve descrizione ricorda un po’ il Conte Dracula, il leggendario vampiro. Nel mondo acquatico, invece, richiama alla mente il lucioperca detto anche sandra dal tedesco zander.lucioperca o sandra Le sue catture, infatti, avvengono prevalentemente all’imbrunire o di notte quando esce allo “scoperto” per mangiare.
Possiamo quindi affermare che la sandra è il "vampiro d’acqua dolce".

Vero o falso che è un predatore notturno?

Come in tutte le leggende metropolitane, c’è sempre un fondo di verità.
Nel nostro caso la particolare struttura dell’occhio, molto grande, permette al nostro percide di vedere ottimamente di notte od in condizioni di scarsa luce.
Lui vede ma le sue prede molto, molto meno. È questo il motivo per cui predilige alimentarsi in condizioni “buie”.
Vedere e non essere visti: è il massimo per un predatore!
Questo istinto un po’ dark non significa che in presenza di luce diurna si rinchiude dentro la propria “bara” in attesa del tramonto, come il più noto e umano compare leggendario, smettendo di cacciare. Semplicemente, staziona nelle zone più in ombra e meno luminose dei fiumi, dei laghi o delle lanche che abita.
piloniAl di fuori degli orari canonici va cercata in questi luoghi.
Una giornata uggiosa o acqua torbida ci danno una mano.

Si ma esattamente dove?

Piloni, pontili, primate, massi, intrichi di erbai o alberi sommersi o meno, etc. In pratica tutte le zone che “creano ombra” offrono riparo luminoso al lucioperca.
Qui rimane in vigile attesa. Se una preda, più coraggiosa o “stolta” delle altre, transita nell’oscurità viene attaccata.
I ripari in pietra, sia naturali sia artificiali, hanno un’altra particolarità. Quando la luce solare li colpisce creano ovviamente una zona d’ombra in un lato. Su quello opposto, che assorbe i raggi luminosi, l’acqua nelle immediate vicinanze viene riscaldata.
Tale fenomeno attiva gli invertebrati che a loro volta attraggono i piccoli pesci, le prede preferite. Se in questi scenari, più o meno comuni a tutti i predatori, stiamo insidiando lucci & C. e sentiamo una piccola trattenuta sulla lenza, ferriamo immediatamente. Potrebbe essere il solito sasso o ramo, ma potrebbe anche essere un bel lucioperca che, come va ricordato, non ha un attacco spettacolare ma delicato e subdolo.

prismataIn merito alla sua vista.

Oltre al fatto che, grazie ai suoi occhi vede meglio al "buio", studi scientifici hanno evidenziato due interessanti particolarità.

La prima afferma che distingue più chiaramente le prede, quindi anche gli artificiali, che transitano sopra di lui piuttosto di quelli che nuotano sotto.

La seconda sostiene che i colori meglio identificati sono il rosso, l’arancione ed il giallo seguiti dal verde.

Teniamo conto di questi suggerimenti nell’utilizzo e nella scelta dei nostri artificiali, specialmente se peschiamo in acque “basse” dove passano tutti i componenti dei raggi luminosi non alterandone la colorazione, altrimenti, conviene scegliere i colori imitanti le prede naturali che vanno sempre bene.

 
 
 
 
 
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