Rivista per gli appassionati della pesca a Spinning
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TECNICA: Esche: quale colore?
Di Giuseppe Boschetti (del 12/11/2011 @ 17:00:00, in Tecnica, letto 18152 volte)
La domanda ricorrente che ogni appassionato di pesca al lancio si pone, sia al momento dell'acquisto sia nell'utilizzo, è la seguente: quale colore ? Difficile la scelta guardando il parco esche posseduto, addirittura ardua davanti alla vetrina del venditore dove ogni artificiale ci sussurra spietato "comprami!". Alla fine sconsolati ed indecisi si finisce per utilizzare od acquistare sempre la solita "minestra". Ma il dubbio rimane. Funzionerà davvero quella colorazione che tanto ci ha attratto? Ma soprattutto il colore è importante e quanto?
Guardando ai risultati del sondaggio appositamente proposto, si nota che le idee non sono molto chiare.
Se si pensa ai colori in modo "classico" ossia rosso, verde, giallo e così via la risposta è una sola: ASSOLUTAMENTE NO !
Ma se si pensa ai colori in modo "alternativo" ossia al contrasto, luminosità etc. la risposta è: ASSOLUTAMENTE SI!.
Per rispondere a queste apparentemente semplici domande e spiegare le affermazioni tra loro discordanti dette sopra, occorre considerare come e cosa vedono i pesci ma anche che influenza ha l'acqua sulla luce "causa" della colorazione degli oggetti ed esseri che noi siamo abituati ad osservare.

La visione nei pesci
occhio pesceDagli studi fisico-chimici, che scienziati e ricercatori hanno fatto sugli occhi e sulle retine dei pesci, è emerso che la maggioranza di loro riesce a vedere un immagine nettamente messa a fuoco, riescono a rilevare anche il minimo movimento ed hanno una buona abilità di visione dei contrasti e della luminosità di un soggetto. Non solo. Ulteriori esperimenti effettuati in laboratorio hanno evidenziato che reagiscono in modo differente ai colori. Tali esperimenti sono stati realizzati in ambienti ottimali, acqua molto limpida per esempio. C'è chi predilige il rosso, chi l'arancio, eccetera. Dei veri occhi da "aquila"!. Viene da chiedersi come mai abbocchino ad esche, considerato quanto detto, che non hanno niente a che vedere con le prede naturali. Perché per esempio attaccano spinnerbait, cucchiaini, minnow seppur ben fatti, e via discorrendo?
La scienza non da risposte assolute su che cosa e come esattamente vedono i pesci.
Per essere precisi non si ha ancora la conoscenza di che tipo di immagini arrivino al loro cervello pur essendo dotati di un apparato visivo più che decente. Per fare un paragone "informatico" sei noi uomini siamo dotati, come cervello, del più grosso calcolatore esistente al mondo, loro possiedono una calcolatrice che a mala pena fa le quattro operazioni principali. Il "software" di elaborazione dell'immagine in loro dotazione è veramente scarso. Non sarebbero animali! In parole povere, pur vedendo ottimamente non "capiscono" cosa vedono. La visione è la penultima fase dell'attaco come spiegato nell'articolo "TECNICA - Capire come avviene "l'attacco" aiuta nella scelta dell'artificiale."
A loro interessa che quello che stanno osservando si muova ed abbia contrasti, intesi come combinazione "finale" di colori, che siano conformi alle prede di cui si nutrono. Poco importanza ha se è reale o una finzione, il caso dei nostri artificiali. Alcuni di loro utilizzano la poca "memoria" disponibile per immagazzinare "esperienze" spiacevoli. Il black bass per esempio impara e memorizza. Mi hai fregato con quel tal coso? La prossima volta non ci ricasco! Il senso della vista/memoria viene focalizzato per rilevare quel qualcosa da cui è rimasto ingannato. Questo è un vero danno per noi pescatori. Non ha però una grande "durata" temporale .... e meno male ..... altrimenti con tutti i pescatori che ci sono in giro ad ogni uscita dovremmo comprare esche nuove e sperare che nel posto in cui stiamo andano non sia già passato qualcuno con la stessa esca.
Da tenere in considerazione anche la velocità dell'evento. Il tutto si svolge in movimento, il che significa immagini "sfuocate". E' raro che esca e predatore siano fermi ed a una distanza tale da poter analizzare con tutta calma la scena.

Influenza dell'acqua sui colori
luminositàLa luce che noi siamo abituati a "vedere" è una parte della radiazione elettromagnetica totale che viene ricevuta dal sole. In altre parole la luce è formata da tante "onde" ognuna con la propria lunghezza e specifico colore. Affinché un colore di un oggetto sia "visibile", questo deve essere colpito dalla radiazione luminosa corrispondente, la cui riflessione ci permette di vederlo. Ossia se abbiamo un oggetto rosso ma questo non viene irraggiato dalla porzione di luce, intesa come radiazione, responsabile della sua visione, noi il rosso non lo vedremo.
Ci apparirà un qualcosa di grigio tendente al nero a seconda della tonalità. Le lunghezze d'onda più lunghe sono dei rossi e degli arancioni, mentre quelle più corte dei verdi, dei blu e dei viola. L'acqua è più densa dell'aria. Essendo l'acqua un elemento più denso dell'aria che ci circonda ne consegue che durante il suo passaggio la luce venga assorbita. Man mano che si scende l'assorbimento aumenta. La conseguenza è che la quantità di luce decresce in maniera esponenziale con l'aumentare della profondità. Nell'acqua distillata, caso ideale, a un metro di profondità arriva, in totale, soltanto il 50% della quantità di luce incidente. Di questa quasi il 100% è formato dalle radiazioni con lunghezza d'onda corta, i blu ed i verdi, mentre delle radiazioni ad onda più lunga, i rossi, ne arriva soltanto il 40% . Continuando a scendere i rossi scompaiono e man mano gli altri colori. Intorno ai 5 - 6 metri si riescono a vedere solo i blu ed i verdi mentre i rossi scompaiono.
Lo si nota guardando l'immagine a fianco che rappresenta la variazione della radiazione luminosa in base alla profondità.
A complicare le cose ci si mettono anche le particelle sospese nell'acqua responsabili oltre che alla sua colorazione, anche dell'aumento dell'assorbimento e della dispersione. A livello di assorbimento questo significa che le distanze vengono ridotte. Più le acque sono torbide, più le distanze diminuiscono peggiorando la situazione. Non solo il colore dell'acqua interagisce con quello dell'esca. La dispersione della luce in acqua si può paragonare ad un effetto fumo o nebbia nell'aria. La visione viene così in una qualche maniera "appiattita". I fenomeni ora citati non solo si manifestano in verticale ma anche in orizzontale. In pratica l'assorbimento selettivo dei colori dipende anche dalla distanza che si frappone fra la preda od il nostro artificiale l' occhio del predatore. Si avrà per esempio, in modo approssimativo, lo stesso assorbimento con un oggetto posto ad un metro di distanza dall'occhio e a tre metri di profondità, e lo stesso oggetto posto ad un metro di profondità e tre metri di distanza. Questo perché in entrambi i casi lo spessore della massa d' acqua è lo stesso. A ingarbugliare il tutto ci si mette anche la luminosità della giornata e l'angolo di incidenza dei raggi luminosi. Una giorno soleggiato "irraggia" più luce di uno nuvoloso. Nel corso delle ore di una giornata varia l'angolo e l'intensità con cui i raggi solari colpiscono la superficie dell'acqua e quindi come e quanto "entrano" nella stessa. Come ovvio l'alba ed il tramonto differiscono oltre che tra loro anche dal mezzogiorno. L'intensità di luce varia poi a seconda del giorni dell'anno a causa delle diverse posizioni del sole rispetto alla terra. E se tutto questo non bastasse va aggiunto anche lo scenario circostante. Lo sfondo dell'azione può essere "chiaro" o scuro a seconda di come è costituito e della sua profondità. Insomma quello che vediamo in aria è una cosa ma quello che vediamo in acqua è altro! Un vero problema!
Giusto per dare un'idea "visiva" e riassuntiva di quanto detto diamo uno sguardo all'immagine sotto riportata spiegandone le 4 parti.
variavioni colore1) Insieme di quattro minnow, due con colori imitanti una preda naturale e due con colori "fantasia". Questa è la nostra visione delle esche. Pur avendo buon apparato visivo il pesce non riesce ad elaborare come noi l'immagine. Non ne ricava i dettagli e ne ha una visione d'insieme. A lui interessa la forma globale ed il contrasto della colorazione nel suo ambiente.

2) Ipotizzando l'acqua estremamente trasparente, l'immagine mostra quello che noi vedremmo ad occhi nudi ad un metro o due in profondità. La sfocatura dell'immagine è dovuta in parte al movimento ed in parte alla massa d'acqua tra gli occhi e gli artificiali.

3) Se iniziamo al oltrepassare i tre metri inizia a scomparire il rosso come colore. Il nostro insieme di artificiali assume colorazioni verdi-azzurre ed inizia ad essere molto meno chiaro. Non abbiamo preso ancora in considerazione l'ambiente circostante.

4) Questa è la scena che ci si presenta in condizioni "reali" tenendo in considerazione l'opacità dell'acqua e la quantità di luce che la penetra. Tale visione può peggiorare anche di molto. Il pesce addirittura percepisce di meno. Come si può intuire alcune colorazioni hanno più contrasto e quindi sono più visibili di altre. Le forme sono confuse. I colori vanno considerati nel loro insieme e non più in maniera singola. Di ciò dobbiamo tenerne conto quando scegliamo l'esca da utilizzare o acquistare.

Che scelta fare? Alcuni suggerimenti
La scelta di un artificiale con colorazioni naturali è senza nessun dubbio quella che ci permette di non commettere nessun tipo di errore. Funziona sempre, la natura è la natura! Attenzione, non stiamo dicendo che esche con colorazioni strane o meno siano da scartare. Rendono eccome, basta utilizzarle nelle condizioni appropriate. Spesso le colorazioni naturali rendono meno che in altre situazioni. Perché? Banalmente perché sono cambiate le condizioni "ambientali". Sono meno visibili.
Il nostro intento, nel decidere la colorazione è quello di rendere più visibile la nostra imitazione.
Che scelta fare? Per prima cosa occorre cambiare il modo che abbiamo di pensare ai colori come più volte ribadito. Non più rosso, verde e blu come colori singoli e distinti, ma come insieme e contrasto tra loro e l'ambiente che li circonderà.
Si, perché come detto precedentemente quello che arriva al cervello del pesce è l'insieme del tutto quindi la sua luminosità e contrasto nel contesto dell'ambiente che li circonda.
Anche disegni, forme e decorazioni quali pallini vari, ed altri dettagli perdono la loro importanza se considerati nell'insieme.
Nel caso peschiamo "top water" ossia in superficie, possiamo ipotizzare che quello che vediamo noi lo veda anche il pesce a patto che sia nei pressi del pelo dell'acqua.
In tutti gli altri casi bisogna prendere in esame i seguenti parametri: luminosità del momento, colore dell'acqua e profondità a cui faremo viaggiare l'esca.
Quello che purtroppo non possiamo sapere è la composizione e colorazione dello sfondo in cui si svolge la scena. Per avere anche questa informazione dovremmo usare telecamere subacquee, cosa inimmaginabile per tutti noi "semplici pescatori".
Per non complicarci troppo la vita facciamo finta che tale problema non esista.
Considerando che i valori delle tre variabili (luce irradiata, torbidità dell'acqua e profondità di azione) dell'equazione che regola il criterio di scelta sono tantissimi, risulta arduo trovare la soluzione "perfetta".
In linea teorica per aumentare la visibilità/contrasto la nostra "esca perfetta" dovrebbe avere la pancia di colore scuro ed il dorso di colore chiaro esattamente al contrario della colorazione naturale.
Perchè? Se ci ragioniamo la colorazione naturale è quella che rende meno visibile il pesce-preda. Il predatore se sta sotto e guarda verso l'alto intravede una cosa chiara che si confonde con la superficie a sua volta tendenzialmente chiara. Esattamente il contrario se è sopra e guarda sotto, vede una cosa scura che si confonde col fondale scuro.
Se ribaltiamo la colorazione diventa sicuramente più visibile! Chiaro su scuro e viceversa.
Ricordatevi il contrasto anche se difficile da immaginare "realmente" quando si guardano le esche esposte nei negozi.
Alcuni suggerimenti pratici ci possono mettere sulla strada giusta della scelta corretta :

  • Se consideriamo la profondità a cui viaggia la nostra esca più la facciamo scendere più dobbiamo farla virare su colorazioni tendenti al blu unica tonalità "visibile".

  • Molti pesci si alimentano o attaccano osservando la preda da sotto verso la superficie. In tale situazione una "silhouette" dalle tonalità scure fornisce il massimo contrasto risultando più attraente. Ciò vale in tutte le condizioni anche di notte.

  • Proporzionale è la relazione che intercorre tra luminosità della giornata e colore dell'artificiale. Giorno chiaro esca chiara e viceversa. Questo per approfittare della maggior penetrazione della luce e quindi poter far "lavorare in modo visibile" l'esca vicino o sul fondo o sotto/dentro gli erbai/rami, come per esempio i grub, minnow siliconici e vermoni. Al contrario, giorno chiaro esca scura e viceversa, se l'esca che intendiamo utilizzare la facciamo viaggiare a mezzacqua o verso la superficie o nel pulito considerato che l'attacco avverrà quasi sicuramente da sotto.

  • Se si prende in considerazione la colorazione dell'acqua con acqua chiara si devono utilizzare esche scure, mentre con acqua scura esche chiara. La relazione è inversa. Sfruttiamo maggiormente i contrasti e le tonalità.

  • Problema che può crearsi : acqua chiara (esca scura) in una giornata di pieno sole ( esca chiara se lavorata verso il fondo) o caso inverso. E' forse il caso più comune e più difficile. Come in tutte le cose la "verità" sta nel mezzo. Scegliamo colorazioni naturali, neutre o mezze tonalità.

  • Trailer o code aggiuntive: scegliere per il secondo elemento l'esatto opposto (inverso) della colorazione di quello principale. Aumenta il contrasto ed anche lo "spettro colore". Per esempio bianco nero, blu giallo eccetera.

  • Considerando che le condizioni "ambientali" (luce, acqua e zona) variano durante l'azione di pesca, cambiamo di conseguenza la colorazione dell'esca e non continuiamo ad utilizzare quella montata inizialmente. Può sembrare banale dirlo ma è l'errore principale che si commette. Si parte con un'esca, in genere la "preferita", e non la si cambia mai!
E se volessimo presentare proprio quel colore?
Come facciamo a presentare un'esca con dominanza di colore preferito al predatore in modo indipendente dalla profondità e colore dell'acqua? Da quanto precisato sinora sembrerebbe impossibile fare una scelta "perfetta" dell'artificiale da utilizzare od acquistare. Impossibile no ma difficile si, soprattutto per la non facile recuperabilità nei negozi di appositi artificiali e vernici.
Infatti se vogliamo tentare di proporre un determinato colore od insieme, indipendentemente dalle condizioni "ambientali" a darci una mano giungono le nuove tinte e vernici ad "emissione di luce". Ci stiamo riferendo ad esche fluorescenti e fosforescenti, di cui ne abbiamo già parlato nell'articolo "TECNICA - Pescare nel buio". Nel secondo caso, a parte alcune testine piombate recuperabili in commercio, occorre "dipingere" i nostri artificiali con opportune vernici. Entrambi emettono "luce", ma i primi quando manca la "sorgente" smettono di "emettere". Questa è la loro sostanziale differenza. Di conseguenza i primi li dobbiamo utilizzare nei primi strati d'acqua i secondi praticamente dovunque. Ha senso farne ricorso in acque torbide altrimenti risulterebbero troppo appariscenti perdendo attrattiva. La cosa fondamentale che però dobbiamo ricordarci è di dare fiducia a quello che stiamo utilizzando. Può sembrare sciocco e superfluo, ma la scarsa fiducia ci porta ad utilizzarlo in malo modo rendendo anche l'esca migliore e catturante del mondo completamente inefficacie. La fiducia è la vera arma vincente di un'esca!
 
 
 
 
 
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