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PESCI - IL SILURO

Di Michele Marziani (del 19/03/2006 @ 16:44:46, in Pesci, letto 69940 volte)
Il siluro è forse il pesce più amato ed odiato di questi tempi. Per lo spinning è la nuova frontiera. Cresce di giorno in giorno il numero degli "spinningofili" che tentano la sua cattura.

Descrizione : Il Silurus Glanis, il grande pesce proveniente dal Danubio, è oggi il signore incontrastato del Po e del largo reticolo di acque della Bassa padana. Ovunque, in pianura, compaiono i siluri e le notizie di catture occasionali si susseguono a ritmo continuo da ogni parte d'Italia. La presenza di questo pesce dall'aspetto orribile - un ibrido tra il pesce-gatto e l'anguilla, come sostengono i vecchi pescatori professionisti del Polesine - si fa sempre più preoccupante. Soprattutto in certe acque dove il siluro sta diventando l'unica specie presente. Siamo di fronte ad una sorta di flagello ambientale del quale, tra l'altro, si conosce ben poco. Quanto cresce in Italia? Altrove arriva fino a 350 kg. Nelle acque italiane le catture maggiori superano già i 100 kg., ma vista la velocità di accrescimento del siluro non è da escludere che con il passare del tempo vengano raggiunte taglie ben superiori. Per ora esistono studi effettuati sul Po che danno una media di crescita di quasi 19 cm. al primo anno di vita, oltre i 40 al secondo, quasi 80 al terzo e bel oltre il metro al quinto. Si stima che in 9-10 anni di vita un siluro raggiunga i 30 chili di peso. In Italia, rispetto ai paesi dell'Europa centrale (dove è considerato una specie rara e gode di misure di protezione anche severe), cresce molto più in fretta perché dove fa più caldo il siluro ha un ritmo di accrescimento maggiore. A scapito ovviamente degli altri pesci dei quali si nutre senza sosta. Per porre un freno all'invasione del siluro, soprattutto per quanto riguarda il Po, si stanno studiando diversi sistemi: dagli incentivi alla pesca (sportiva e professionale) ad una massiccia reintroduzione dello storione che, occupando la stessa nicchia ecologica del siluro, è il suo antagonista diretto. Oggi lo storione, stupendo pesce autoctono, è molto raro e probabilmente soffre, oltre che delle cattive condizioni di salute del Grande Fiume, anche della concorrenza alimentare dei sempre più numerosi siluri.
Anche se in linea teorica il siluro smette di alimentarsi quando la temperatura dell'acqua si aggira attorno agli 8 gradi, in realtà è possibile fare buone catture tutto l'anno. Non solo, i veri e propri colossi sono più facili da stanare alle porte dell'inverno e agli inizi della primavera con le acque che si riossigenano e entrano in movimento. E' evidente che in questi periodi meno caldi i pesci vanno ricercati nei maggiori fondali.
Nella tarda primavera e in estate i siluri di piccola e media taglia (dai trenta centimetri ai 15-20 kg.) sono molto più attivi di quelli grossi che si lasciano prendere solo nelle ore notturne o nelle giornate in cui minaccia brutto tempo. Il siluro si nutre maggiormente quando l'acqua è molto calda, diminuendo il proprio metabolismo di pari passo con la temperatura.

Artificiali : I risultati migliori si ottengono nei fiumi e nei canali pescando il più possibile radente il fondo e recuperando molto lentamente ed in modo irregolare grossi rotanti , tandem e robusti ondulanti da 15-20 gr. e piu'. Anche con i minnow affondanti di generose dimensioni ( 13 cm e oltre ) sono state realizzate diverse catture.
L'attrezzatura dev'essere molto robusta. Occorre una canna decisamente potente sui 3 metri armata con un mulinello in grado di contenere almeno 200 m. di filo dello 0,40-0,50. E' consigliabile l'uso del cavetto d'acciaio.

Azione di pesca : Durante le ore diurne ed in condizioni di corrente normale staziona nelle profonde buche, avvallamenti o fosse dei fiumi. Sono questi i luoghi in cui va cercato facendo , come detto sopra, lavorare praticamente sul fondo i nostri artificiali. Il siluro e' un pesce gregario, quindi incontrato uno nello stesso punto ve ne sono altri. Durante le ore notturne, con il fiume in piena o nelle giornate particolarmente cupe e con l'acqua decisamente velata il siluro si stacca dal fondo e lo si può trovare alle profondità minori, nei pressi della riva e anche a galla. In queste condizioni il recupero va effettuato non piu' radente il fondo ma poco sotto la superficie dell'acqua. Se si ha la fortuna di vederlo occorre cogliere al volo l'occasione lanciando l'esca nella zona dell'avvistamento. Le dimensioni del siluro allamato non sono facili da valutare perché il pesce tende a seguire la lenza che lo trascina verso riva. Solo quando si accorge che il pescatore vuole portarlo fuori dal suo elemento riparte con potenza permettendo una stima reale della sua mole. Molti appassionati alle prime armi, convinti ormai di aver avuto partita vinta sul pesce vengono colti di sorpresa da questa reazione tardiva del siluro che si tramuta in una rottura del terminale. La lotta in ogni caso va avanti sempre nello stesso modo: il pesce fugge al centro del fiume, cerca la corrente e poi, apparentemente stanco, si lascia trascinare a riva per ripartire nuovamente.
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