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OPINIONI - L'ALBERO E L'UOMO

Di Mirto Ciampi (del 01/03/2006 @ 19:17:00, in Opinioni, letto 22568 volte)
"Molti pensano che lasciare una carta che si scioglierà con l'acqua e il tempo non cagioni danno. Ma tutto cagiona danno alla Terra per mano dell'Uomo". Questo è quello che mi ha riferito un albero, un Acero millenario con alla base un tronco che forse, sei persone riescono a cingerlo. A lato una piccola Cappellina con l'immagine della Beata Maria con Gesù Bambino in braccio. E sono lì da parecchio tempo, almeno l'Acero da trecento anni. "Quante cose ho visto nella mia lunga esistenza, e quante cose dovete ancora imparare voi Uomini. Vi sentite forti e padroni del Mondo, quasi come me. Ma io sono cosciente che una motosega potrebbe tagliarmi in una giornata. Voi no! Non provate a fermarvi mai, magari per capire i vostri limiti. Anzi... andate proprio oltre i limiti consentiti. Ma siamo la stessa cosa, io e voi. A Primavera avete voglia di uscire al sole tiepido, vi levate di dosso cappotti e maglie di lana, cominciate le prime corsette per rimettervi in forma. Io faccio altrettanto. Aspetto la primavera per germogliare le foglie dai boccioli che sono stati chiusi al freddo dell'Inverno, cerco di rimettere in moto la mia linfa in tutte le mie nervature e cavità per riportare la vita. Ed al sole d'estate siete tutti belli, in splendida forma. Abbronzati, fisici perfetti da conquistatori, portamento fiero. Pensate a divertirvi con le belle giornate lunghe di luce. Ed io altrettanto. Catturo tutta l'energia che c'è nell'aria fresca delle mattine, le mie foglie fanno ombra a tanti passanti, metto in mostra il mio fisico, cioè il mio tronco possente, affinché possano vedermi anche da lontano e notarmi. Poi mi venite a vedere, mi toccate, restate esterrefatti della mia bellezza. Non sono forse uguale a tanti uomini belli che girano per le spiagge? Poi finiscono le ferie e le giornate spensierate: si ritorna alla vita di tutti i giorni; sveglia la mattina, lavoro, pranzo, palestra la sera e cena. In autunno i ritmi rallentano, si ritorna a coprirci con giacche, maglioni, impermeabili. Io mi scrollo di dosso tutte le mie foglie e mi raccolgo nelle gemme per l'anno futuro. Resto immobile a respirare e carpire quelle poche giornate di bel tempo che mi regala Madre Natura. Mi preparo per l'Inverno come voi. Poi la neve che arriva ed allieta i bambini, un po' meno i grandi che non riescono più a giocare a palle di neve. Chiusi nei vostri cappotti, scuri nei volti, avete in testa solo il lavoro e la famiglia. Aspettate le festività con amore e con più bontà e gentilezza, almeno la stragrande maggioranza di voi. Già, le festività natalizie, sicuramente le più belle. Ma consumistiche. Qualsiasi giornata potrebbe essere Natale, Pasqua, una giornata di festa. E qui non siamo affatto uguali. Io non spreco energie per girare e rigirare negozi per fare regali, obbligati oltretutto a farli e riceverli. Io resto qui, nel mio spazio, fermo e vigile. Diventate tutti belli e precisi nei vostri nuovi abiti, auto nuove e lussureggianti, regali da aprire e consumare. Consumare... non ho nulla io da consumare, eccetto la mia linfa vitale, e se qualcuno mi vuole fare un regalo mi basta una carezza. Sentire una mano calda e calma che mi tocca, che sente la vita nel mio tronco. I vostri regali presto saranno abbandonati, finiti in un angolo e dimenticati, buttati nella maggior parte dei casi. Io una carezza me la conservo per la vita intera, finché sarò in piedi. Dopo tutta questa agitazione a base di champagne e cenoni tornate normali. E vi divertite con la neve aspettando il carnevale e la Primavera di nuovo. Proprio come me, fermo, immobile ed impassibile fino al disgelo, fino ai primi raggi di sole che mi scaldano. Siete la mia copia esatta, avete i miei soliti ritmi, in più voi vi fate prendere da quello che credo che chiamate benessere. Io invece, a differenza vostra, ho già tutto quello che mi serve. Sono qua da trecento anni e questa è la prova tangibile. Voi non resistete così a lungo. Siete meno longevi di noi, è chiaro. Ma anche voi come noi soffrite di mali incurabili che vi decimano; mi sembra d'aver sentito in tanti parlare sotto alle mie fronde di mali inguaribili, tumori, infarti. Anche tra le nostre specie succedono le stesse cose. I castagni sono stati decimati dal tumore, gli abeti sono soggetti ai fulmini come voi d'infarto. All'improvviso vi arriva tra capo e collo e fine della storia. Un fulmine spacca in due un abete in meno di un secondo, forse è pure più veloce... Anche noi abbiamo le nostre malattie, anche se non andiamo all'ospedale. Madre Natura ci ha dato gl'ingredienti per farcela da soli, altrimenti il nostro destino si compirà. E come me vivono tutti i miei amici attorno: dal filo d'erba al sambuco, dal ruscello al salice, dagli animali che volano a quelli che camminano. Siamo uguali a voi, ma voi vi distraete in cose futili e perditempo. Ma siete umani, razza superiore per intelligenza, non so se valga la stessa cosa per l'istinto. Se impari a rispettarmi, rispetterai i tuoi simili e viceversa. Se sputerai sulla Terra è come se sputassi in faccia a te stesso: siamo tutti figli della Terra, siamo tutti legati a Lei, la Madre Terra. Ma a voi è stata data una missione importantissima: preservare l'ambiente per le generazioni future. E' una grande responsabilità che vi dovete prendere. Non potete continuare a far finta di nulla, ci stiamo distruggendo. Fate qualcosa, tutti assieme, non fermatevi solo agli incontri mondiali per discutere su quanta anidride carbonica ogni paese può emettere. Non continuate a distruggere i miei fratelli che vivono in Brasile nella Foresta Amazzonica. State cambiando il clima alla Terra, e Lei non regge più i vostri ritmi forsennati. Cerca di tamponare un poco le cose, ma è inevitabile che le frane aumentino, aumentino i temporali e le alluvioni. Non voglio essere noioso, ma sono cambiati molto i tempi da quando sono stato piantato in questo posto. Ho visto passare le stagioni con regolarità; certe volte non capisco come possa essere cambiato il tempo e le stagioni, ma la colpa è solo vostra. Avete accelerato il tutto, anche il vostro stile di vita corre. Dovete sempre correre, vi siete abituati a correre, ma non è una cosa positiva. E' la vostra vita, non la mia. Senza correre sono arrivato ad essere una Pianta Protetta, questo grazie ad un uomo che aveva premura di me. E gliene sono grato a lui ed a quanti continuano a curarmi, tagliarmi i rami che sono in eccesso, curarmi le ferite con paste appositamente studiate e cose di questo genere. Abbiate più cura di voi stessi, dillo a quelli della tua specie, tu che mi sai capire e capisci di cosa parlo. Devi dirglielo, non fare finta di nulla". Poi una leggera brezza mi riporta alla realtà: il vento si alza forte sui crinali e si avverte anche nella valle. L'Acero enorme che mi sovrasta ha già perso le foglie ed è pronto per il suo ennesimo Inverno da trascorrere in compagnia della neve e del freddo. Ma tra un poco arriva Natale, Babbo Natale e la Befana, i regali ed i giochi... Già, ma a cosa mi servono tutte ste' cose, e per chi sono? Non mi servono per combattere l'Inverno, questo è vero, ma è nel nostro stile di vita, credo che basti non abusarne ed essere eccessivi. Stacco la mano dal tronco e provo un senso di freddo, ora! Farò comunque tesoro di tutto quello che mi hai detto, eppoi sono contento che abbiamo i soliti ritmi di vita. Ci spogliamo e ci rivestiamo nella stessa maniera, viviamo e moriamo con i soliti destini, a volte con le solite malattie. E' vero, abusiamo di più, ma siamo umani...!
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