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ITINERARIO MARCHE - Il Lago di Morrovalle ( MC )

Di Michele Marziani (del 24/03/2006 @ 09:24:10, in Marche, letto 50805 volte)
Come arrivarci : Trovare il lago di Morrovalle non e' semplicissimo, ma con un po' di attenzione ci si arriva. Occorre percorrere la superstrada che da Civitanova Marche (dove c'e' il casello dell'A 14 per chi viene da Bologna e Ancona) conduce a Macerata e lasciarla all'uscita di Morrovalle.
MAPPA

Il lago, per farsi gia' un'idea di dove si dovra' andare, si vede molto bene sulla sinistra prima dell'uscita della superstrada.
Appena fuori dalla superstrada si prende per la frazione di Trodica dove si imbocca la strada normale che riporta a Civitanova Marche. Percorsi circa un paio di chilometri si deve svoltare a destra in una strada sterrata subito dopo ad un caseggiato isolato. Qualsiasi bivio si incontri sulla strada bianca si tiene sempre la destra, si scorge un lago sulla sinistra (e' pescoso anche quello, ma non e' il nostro) e finalmente si arriva sulla sponda del Chienti. Qui si gira a destra e ci si trova proprio davanti al lago di Morrovalle.
Distanze in chilometri: da Macerata 16, da Civitanova Marche 11, da Ancona 58, da Bologna 273.

Descrizione del luogo : E' incredibile come nel nostro Paese sopravvivano dei piccolo paradisi per la pesca senza che nessuno si curi di scoprirli. Nelle cave lungo il basso corso del fiume Chienti in provincia di Macerata, c'e' una concentrazione di pesci predatori da far impazzire anche il piu' "navigato" degli appassionati di spinning. Eppure in questi ambienti non si incontra quasi mai nessuno con la canna da lancio in mano. Chi conosce il posto lo frequenta soprattutto per insidiare a fondo le carpe o i lucioperca con il pesce morto. Eppure in questi laghetti vivono concentrati in uno spazio relativamente esiguo lucci, black bass, sandre, persici reali e cavedani, tutti in grado di raggiungere taglie da capogiro. Basti pensare che nel caso degli esocidi sono state registrate catture fino a 8 chili di peso.
La storia di queste cave lungo il basso corso del Chienti e' comune a tutti gli specchi d'acqua del genere: sono grosse buche formate dall'escavazione di materiale inerte e riempitesi d'acqua. Il tempo, la natura e la mano di qualche appassionato hanno completato l'opera. Dei vari invasi che si trovano lungo il corso del fiume marchigiano il piu' interessante e' sicuramente il lago di Morrovalle o lago di Mariotti. Si tratta di uno specchio d'acqua libero alla pesca, di buone dimensioni con sponde abbastanza agibili e ottima profondita'.
Morfologicamente gli ambienti che presenta il lago di Morrovalle sono estremamente diversi e vanno dalle rive a picco costeggiate da canneto, a tratti con sponde degradanti e improvvisi inabissamenti, a zone semipaludose piene di vegetazione sommersa.
Per capire meglio come muoversi e' bene percorrerne idealmente le sponde.
Quando si arriva al lago ci si trova con le spalle al mare e la prima parte da prendere in considerazione e' la riva sulla nostra sinistra (sponda idrografica destra). Questa e' degradante e va percorsa con gli stivali a coscia per poter pescare a filo della corona di vegetazione sommersa che coincide con un ripido inabissamento del fondo anche di parecchi metri. Sono queste le postazioni preferite dai lucci di media misura mentre quelli superiori ai 2 - 3 chili vanno decisamente cercati al centro del lago a grande profondita'.
La riva e' interrotta spesso da canneti ai bordi dei quali all'alba e al tramonto sono in caccia i lucioperca, mentre durante il resto della giornata vi si incontrano piccoli lucci che e' meglio lasciare in pace. Lungo questa sponda entrano nel lago anche diversi rivoli d'acqua alla foce dei quali si radunano i grossi cavedani che non disdegnano di attaccare i nostri minnow affondanti.
La riva destra termina in prossimita' di una strozzatura a monte della quale si apre una zona semipaludosa con abbondante vegetazione a pelo dell'acqua, caratterizzata da punti con discreta corrente dovuta all'ingresso nel lago di una vena del Chienti. Questo e' il punto dove e' piu' facile l'incontro con i grossi persici trota. Sono presenti anche i lucci, spesso pero' di piccola taglia.
A proposito di esocidi di dimensioni modeste va detto che ce ne sono davvero tanti ed e' importante lasciarli stare cercando di utilizzare sempre artificiali di una certa mole. Come e' fondamentale in un piccolo ecosistema come questo contribuire alla sua salvaguardia rimettendo in acqua tutte le catture.
La zona semipaludosa si inoltra per circa duecento metri in una sorta di foresta allagata dove sono possibili belle catture, ma anche l'incontro con pericolose sabbie mobili. Il rischio di rimanere impantanati al punto da dover abbandonare gli stivali sul posto e farsi tirar fuori da qualcuno e' abbastanza frequente. Se il pericolo e' il vostro mestiere, non avete che da provare...
Ma torniamo al lago vero e proprio. La sponda opposta a quella descritta in precedenza, si presenta interamente contornata da canneti e l'acqua e' molto profonda anche nel sottoriva. Qui e' facile l'incontro con il luccio e il grosso black bass a patto che ci si tenga a debita distanza dalla riva. Pescando invece verso il centro del lago si possono incontrare i persici reali, di taglia media superiore ai 25 centimetri. Come si puo' vedere ce n'e' davvero per tutti i gusti, anche se fare delle belle catture non e' per nulla facile. Occorre sapersi muovere con lanci precisi e silenziosi, individuare le tane, pescare nascosti, scegliere gli artificiali piu' adatti e non andarci mai di domenica perche' c'e' troppa gente.

Pesci presenti : E' popolato da tutte le specie di predatori anche se i lucci, le sandre e i cavedani sono presenti in misura massiccia rispetto a black bass e ai persici reali.
Gli artificiali da usare sono tanti e vanno scelti a seconda del pesce che si decide di insidiare, ma con i minnow tipo Rapala, sia affondanti che galleggianti, si riesce a catturare un po' di tutto, sandre comprese. La taglia del pesciolino di balsa non dev'essere inferiore ai 9 centimetri. L'11 centimetri affondante, nelle varie colorazioni, e' il piu' gradito dai predatori.
Ottimi per universalita' i Fat rap e gli Shad rap , sia di superficie che di profondita', di lunghezza attorno ai 7 centimetri.
Sia ne confronti dei black che degli esocidi sono ottime le rane di gomma anti alga e tutti gli artificiali di superficie con caratteristiche analoghe. I black poi rispondono bene anche ai grossi vermoni. Per persici reali vanno bene i rotanti medi tipo Martin da 6 e 9 grammi. Se pero' si vuole puntare tutto sul luccio e sulla sandra che nel lago di Morrovalle e' presente con soggetti fino a 4 chili, occorre gettarsi su artificiali di buon peso e in grado lavorare anche in profondita'.
Ottimi allora i Rapala magnum affondati da 11 e 14 centimetri e il Rapala aguglia snodato da 13 centimetri. A questi o ad altri artificiali analoghi si possono alternare anche rotanti di una certa mole come i Martin da 28 grammi. Conviene frequentare la zona dalla primavera fino al tardo autunno con un aumento delle possibilita' di cattura nei mesi di settembre, ottobre e novembre.
Il lago di Morrovalle e' un itinerario di prima serie per lo spinning, uno di quei posti che andrebbero tenuti segreti.
Per farlo rimanere agli attuali livelli di pescosita' - che sono realmente altissimi - e' necessaria un po' di educazione: oltre al catch and realise e' bene non accanirsi sui pesci di piccola taglia e cercare di non turbare un ecosistema cosi' perfetto al punto che sulle sponde del lago nidificano moltissime specie di uccelli acquatici.
Un ultima noterella: il fatto che ci siano tanti pesci non significa che tutti li sappiano prendere o che le catture si susseguano a ritmo continuo. Anzi, spesso non si vede una coda, ma quando si riesce a movimentare la situazione allora si' che si capisce cosa sa offrire questo laghetto.

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