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ATTREZZATURA - Le parti di una canna: gli innesti

Di Gianantonio Conzadori (del 17/09/2008 @ 15:29:14, in Attrezzatura, letto 40237 volte)

Parlando di canne da spinning si può tranquillamente affermare che i modelli realizzati in monopezzo sono superiori a quelli suddivisi in sezioni. Sensibilità maggiore, progressione e precisione nel lancio, miglior controllo delle prede catturate. A questi pregi si contrappone però il loro grosso difetto: l'ingombro.
Non tutti hanno un mezzo di trasporto con lunghezza tale da poter trasportare una monopezzo di 2,4 mt o superiore. Ovvia la necessità di poter disporre di canne "montabili" a più pezzi.

Innesto a ghiera di metalloFacciamo un po' di storia: l'innesto a ghiera metallica

Negli anni '70 dominava come materiale "costruttivo" la fibra di vetro. Gli innesti tra le sezioni erano costituiti da ghiere metalliche inserite alle estremità dei grezzi e la loro unione dava continuità all'attrezzo anche se la sensibilità ne risentiva molto. Purtroppo , quelle erano le uniche canne disponibili e la sola alternativa era rappresentata dalle telescopiche.
L'avvento del carbonio all'inizio degli anni '80 , consentì il vero salto tecnologico e tutti i vantaggi di questo materiale, definito avveniristico per l'epoca , arrivarono anche nel settore della pesca sportiva.
Nello spinning le canne utilizzate fino ad allora erano molto corte. Con una classica 2,10 si faceva un po'di tutto. La leggerezza del "nuovo materiale" portò ad un aumento delle misure disponibili sul mercato, dando al pescatore molte più possibilità di divertimento e catture nei vari ambienti.
La sensibilità maggiore del carbonio rispetto alla fibra di vetro , fece sì che l'assortimento di potenze ed azioni negli attrezzi da lancio evolvesse fino ai modelli dei giorni nostri. Lo spinning diventò una delle tecniche di pesca più giovani ed innovative . Ci fu anche un'evoluzione sul tipo di innesti. Il tipo a "cappuccio" e lo "spigot", .più efficaci e "leggeri" del vetusto sistema a ghiera metallica.

Innesto a cappuccioL'innesto "a cappuccio"

E' un po' caduto in disuso col passare del tempo. Consente l'unione inserendo la sezione superiore direttamente sopra la sezione inferiore della canna o viceversa. E' un tipo di innesto che da una buona sensibilità nell'attrezzo , ma, causa un ingrossamento di materiale nel punto di giunzione. Questo appesantisce e può addirittura sbilanciare la canna stessa. Lo si vede ancora in canne di primo prezzo, quelle per principianti per intenderci, o in canne destinate a pesca pesante ( siluri e grossi lucci o luciperca) dove qualche ingrossamento non porta "disturbi". L'innesto si esegue inserendo una dentro l'altra le parti.

L'innesto "spigot"

Il problema presentato dal sistema "a cappuccio" è stato risolto con l'innesto a "spigot". Pare sia stato introdotto dagli inglesi per le loro matchrod.
E' costituito da una sezione di carbonio inserita nell'impugnatura e anche negli altri eventuali pezzi della nostra canna. Viene fissata con collanti e resine industriali, per garantire la massima unione col grezzo.
Innesto SpigotSi inserisce il pezzo superiore sopra lo "spigot" e si comprime in modo sufficientemente energico per bloccare le due sezioni e rendere così la nostra canna pronta per l'azione di pesca. Una specie di incastro a spinotto.
I pregi di questo sistema sono: ottima aderenza e continuità nel grezzo, una sensibilità notevole e una leggerezza complessiva della canna migliore dei sistemi precedenti.
E' più delicato, possiamo dire che è il suo difetto. Necessita quindi di manutenzione e controlli periodici.
Il continuo sfregamento della parti potrebbe portare col passare del tempo ad un assottigliamento del materiale.
Non solo, dopo la lotta con una preda particolarmente forte, in cui la canna ha subito sollecitazioni e torsioni varie, è sempre consigliata una verifica attenta del nostro innesto.
Utile ad evitare che in un futuro la canna si spezzi sul più bello, magari perché non ci siamo accorti di una piccola crepa nel carbonio!
Nel caso di grave assottigliamento o di una riduzione in lunghezza della sezione di carbonio, cuore vero e proprio dell'innesto, con conseguente perdita di aderenza del pezzo superiore, gli esperti del settore suggeriscono di aumentarne il diametro con un velo di colla cianoacrilica.
Onde evitare di fare "pastrocchiate", questa operazione è meglio farla fare a persone competenti a meno di non essere particolarmente bravi nel bricolage !

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