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OPINIONI - OGGI HO INCONTRATO L'AUTUNNO

Di Mirto Ciampi (del 02/03/2006 @ 19:18:22, in Opinioni, letto 20828 volte)

Me ne stavo nel bosco incantato di colori, sotto una leggera pioggerellina. Mi sono perso a guardare i colori delle foglie di ogni pianta. Le piante si preparano al lungo inverno, e nel loro chiudersi lasciano cadere le loro foglie mettendo in evidenza la loro personalità. Così i faggi sono quelli che mi colpiscono di più, e più mi piacciono. Le loro foglie si perdono in sfumature che variano dal giallo al marrone. Anche quando cadono non fanno rumore... Arrivano al suolo leggere e si posano, come in un mosaico, una sopra all'altra, una accanto all'altra. Come se non si volessero dividere dopo la morte. Ci penserà il vento a rimettere in gioco tutto. Le foglie dei ciliegi selvatici sono d'un rosso vivo che mette fin paura. I Castagni hanno ancora le foglie verdastre, ma con le prime gelate cadranno tutte assieme. A terra i ricci s'apriranno per lasciare raccogliere le castagne, frutto e seme di vita nello stesso tempo. Le Querce passano dal verde ad un marron bruciato in poco tempo. Gli Aceri lasciano cadere le loro foglie giallastre e triangolari quasi subito, tutte assieme ai primi freddi.
Arrivo nella radura dove un grosso acero ha ai suoi piedi un letto di foglie enorme. La pioggia percorre i tronchi fino ad arrivare al suolo, dove si confonde con l'altra acqua, penetra nell'erba e scivola nella terra. Nebbia e vapore acqueo tutt'intorno non ingrigiscono affatto la giornata, anzi: la trasformano in un teatro reale. Cammino lungo un muro a sasso antico, su di una vecchia mulattiera che portava a valicare a Serralta, oltre provincia e regione. Lungo la mulattiera mi fanno compagnia immagini sacre e preghiere eretti da fedeli. Tutte le colonne in sasso d'arenaria scolpito a mano, testimonianza di quando la fede era suprema. Le foglie sotto alle scarpe mi mettono ulteriore allegria, passo dopo passo le mie scarpe affondano in un prato marrone e soffice. Sotto, in lontananza, sento e scorgo il fiume che trascina a valle acqua piovana, detriti ed altre foglie che vengono da molto in alto. Arrivo in un bosco di abeti rossi secolari. Grossi tronchi e larghe fronde che non lasciano passare quel poco di luce che le nuvole riescono a catturare. La nebbia diventa fitta, compagna d'immaginario. Un capriolo "abbaia" e scappa nella nebbia. Sento il suo brontolio che s'allontana. Ma tutto ha un ritmo, una cadenza, una musica... come l'acqua che continua a cadere ed a bagnarmi tutto.

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