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TESTATI DAVVERO – Canna da mosca valsesiana “Sorba”

Di Giuseppe Boschetti (del 11/08/2014 @ 00:03:27, in Testati davvero, letto 15228 volte)

Cosa c’entra una canna da mosca in un sito di spinning? E’ la prima cosa che avrà sicuramente pensato qualcuno leggendo il titolo. In realtà un senso lo ha. Ciclicamente, come le mode, nel pescatore a spinning si risveglia l’interesse verso la “mosca”. Ne ho parlato nell’articolo “OPINIONI - Street Fishing e Spinfly: un pò di storia e qualche precisazione”. In questo periodo oltre allo Spinfly,  la curiosità si è spinta anche verso la Tenkara, tecnica giapponese di pesca a mosca con apposite canne fisse simile alla valsesiana.
Quindi , visto l’attuale interesse sull’argomento, perché non parlare di un prodotto completamente italiano ricco di tradizione?

Come paragoni ho la mia “fida” , anche se datata (1974, anno in cui ho iniziato a pescare alla mosca valsesiana),  DAIWA da “moschette valsesiane” in vetroresina ( lunga 3,6 mt e chiusa 1,2 mt) e le più recenti in carbonio  “NISSIN PROFESSIONAL KAWASHI” e “TENKARA USA - YAMAME” (lunghezze: aperte 3,60 mt e chiuse 60 cm -  azione 7:3 )

le mie canne da mosca

La “Sorba” , progettata e venduta dall’amico Andrea Scalvini titolare del sito www.moscavalsesiana.it , è una canna telescopica in carbonio della lunghezza aperta 3,70 mt e chiusa 60 cm. Dal peso di circa 80 gr. Dimensioni perfette per essere portata nel sottosella di uno scooterone per gli spostamenti   e in uno zaino mentre ci si muove tra sentieri e massi dei torrenti. A differenza delle canne per Tenkara , nelle canne da valsesiana l’unica cosa che devi scegliere è la lunghezza. Azione , potenza, robustezza etc. sono quelle e basta!
Oltre alla “Sorba” vengono commercializzate anche la “Sermenza” e l’”Artagogna” rispettivamente di 4,30 mt e 4,00 mt.

particolare della sorba

Sono alla ricerca di una canna da valsesiana con prestazioni e sensazioni simili, se non uguali o migliori, a quella che possiedo e ,soprattutto,  che stia nel sottosella del mio scooterone, perché passare ore  in macchina tra colonne ed intoppi per raggiungere un posto decente di pesca mi ha proprio scocciato. La DAIWA ovviamente non ci sta!

Contatto quindi Andrea per un test prima dell’acquisto. Campo di prova il Torrente Vogna in Alta Valsesia popolato da trote iridee e fario tutte ruspanti e non pronto pesca. Potete vedere le immagini della pescata su Facebook ( https://www.facebook.com/groups/199186356860087/ )

Andrea in azioneLo raggiungo in auto per portare le mie canne, la DAIWA e la YAMAME da paragonare.
La NISSIN rimane a casa, troppo ultralight.
Appena avuta in mano , la prima impressione non è delle migliori . “Azz !! un’altra canna da Tenkara” penso. Ho già rotto una NISSIN e avere tra le mani un’altra canna “delicata” non mi aggrada. La apro e apro anche la YAMAME e la fidata DAIWA. In una mano la “Sorba” e nell’altra in alternanza le altre. Inizio ad agitarle. “WOW! Si muove come e meglio della DAIWA e meno ballerina e più stabile della YAMAME” . Ovviamente essendo in carbonio pesa decisamente meno del vetroresina. Cosa importante per non affaticare il polso in una lunga giornata di pesca. Inizio a rassicurami ma mi rimane la preoccupazione sulla robustezza. Non lo do a vedere ma Andrea se ne accorge poco dopo. In un passaggio tra rocce la devo chiudere. Ci provo ma mi viene il timore di romperla, la passo ad Andrea, che prendendola esclama: “Tranquillo , è una canna robusta! Forza pure!”
Sarà … però … .

La cosa peggiore che ti può capitare è incagliare coda e mosche su un ramo o un cespuglio in fase di lancio. Tu lanci , la coda si impiglia, la canna si piega … troppo e … patatrack ti ritrovi la canna rotta! Se la canna da valsesiana è degna di tale nome non deve fare “una piega” si blocca e basta. Ovviamente succede.  Non sento l’avvertimento di Andrea - “Occhio al larice alle tue spalle”.  Risultato: incaglio ,  il trenino di mosche si spezza , la coda in crine si snerva sotto la forza del lancio e della trazione dovuta all’incaglio ma … la canna … grande sorpresa … come se niente fosse, si blocca!
Chissenefrega se ho rotto coda e trenino (ne ho altri)  , la canna ha tenuto!!!! Sono contentissimo e immediatamente passano tutti i timori sulla delicatezza. E’ decisamente robusta!!! Ma non mi basta!

Altra cosa che mette in crisi le canne da Tenkara sono i bruschi movimenti del pesce ( di taglia dai 27 cm in su )   durante la fuga se non hai spazio per muoverti ed assecondarli. Si  rischia che la parte terminale verso il cimino della canna si curvi eccessivamente sino alla rottura. Cosa abbastanza facile da verificarsi. Occorre “curare” il cimino ed a volte è più uno stress che un divertimento.  Le canne valsesiane , invece, sono studiate e progettate per forzare il pesce senza spostarsi da dove si è fregandosene delle curvature che assume la parte finale.  Vengo accontentato. In una lama del torrente Andrea aggancia una trota di 28 cm. Si infila subito in corrente ed inizia a fare su e giù sino ad inchiodarsi sotto un masso. Andrea la forza , la stana dal masso e dopo altre e fughe la porta a riva. Io osservo lui , i suoi movimenti e la canna. Lui è fermo su un masso e la canna non ha nessun problema di curvature varie anche durante la forzatura! E’ poi il mio turno. Nella buca seguente aggancio una trota di 30 cm. Si butta in corrente ed inizia a saltare fuori con balzi spettacolari. trota da 30 centimetri in cannaPeccato che Andrea non avesse in mano la macchina fotografica per filmare. La forzo per impedirle di saltare e tirarla fuori dalla corrente. Dopo qualche minuto è tra le mie mani. La guardo, è una splendida fario ed in quel momento mi rendo conto di non aver minimamente guardato il cimino per evitare pericolossissime curvature.
Veramente una bella canna!. Ho assaporato i ricordi di gioventù, quando nel torrente Sorba passavo le giornate a pescare a mosca valsesiana con la “brutalità ed incoscenza “ di manovra di un ragazzino. Finalmente la fidata DAIWA può essere messa nel ripostiglio ed essere destinata a “canna di scorta” sostituita molto più che egregiamente dalla “Sorba”!

Come detto precedentemente , queste canne sono completamente realizzate artigianalmente in italia con materiali italiani su progetto originale di Andrea Scalvini che si è avvalso della consulenza di veri mostri sacri della mosca valsesiana quali Renato Gonetto ed Arturo Pugno nonché della tradizione famigliare.
Ottima la robustezza, la  fattura e le rifiniture. A corredo una bustina in tessuto per contenerle. Il prezzo può sembrare alto ma ne vale la pena !
Unico neo la mancanza di un tubo rigido per il trasporto. Garanzia di due anni.

Un consiglio per chi fosse interessato all’acquisto: scegliete la canna che vi interessa sul sito e ,  se potete andare in Valsesia , contattate Andrea per un’uscita di pesca. Ottimo divulgatore di questa antica tecnica, oltre a diffondervi il suo entusiasmo  vi insegnerà (se non siete già capaci) come pescare correttamente , a costruire le mosche , il trenino e la coda in crine.
La coda in crine è un po’ cara ma non c’è paragone con quelle in nylon difficilmente reperibili se non in qualche negozio della valle. Vero anche che non tutti riescono a trovare il crine di stallone per costruirsi la coda.

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