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TECNICA - Una mano dal Vento

Di Giuseppe Boschetti (del 10/06/2008 @ 23:29:45, in Tecnica, letto 33811 volte)

Il vento è sempre stato considerato dai noi pescatori una vera scocciatura. Oltre al fastidio fisico, lanciare in modo preciso lenze o artificiali "leggeri" è un grosso problema. In realtà imparare a conoscerlo può esserci di grosso aiuto. zona ventosa
Contrastando il volo degli insetti, ne causa spesso l'involontaria caduta in acqua. In modo analogo fa fare la stessa fine a ragni, bruchi ed insetti vari, male ancorati alle fronde, agitate dalla sua forza, di alberi ed arbusti posizionati lungo le rive.
Una vera "manna scesa dal cielo" per quei pesci che si trovano in prossimità del punto di caduta, zona ovviamente da sondare per incrementare le nostre possibilità di cattura.
Il "pasto" non immediatamente consumato viene, insieme ad altri detriti, trasportato dal moto "ondoso" creatosi dall'azione del vento sul pelo dell'acqua e addensato in zone più tranquille.
Questi rappresentano altri "spot" interessanti da scandagliare soprattutto se l'evento è casuale o di breve durata.
Assolutamente da non perdere!
Quanto detto sinora rappresenta solo la parte "visibile" delle conseguenze del vento.
Ma se il fenomeno è costante, come accade a causa della morfologia del luogo per esempio sui laghi o ampi specchi d'acqua, si instaurano, allora, effetti "invisibili" altamente produttivi per la nostra azione di pesca. Questi si sommano a quanto detto sinora.
Sotto il pelo agitato dell'acqua si crea una zona di turbolenza ed una corrente che trasporta ulteriori sostanze alimentari quali fitoplancton e zooplancton. Andando a sbattere contro ostacoli o più comunemente contro la riva, tale corrente forma dei "gorghi" ad alto contenuto alimentare incrementato, inoltre, dall'agitazione dei sedimenti o del substrato degli ostacoli stessi.
schema del ventoSi viene a creare anche una corrente di ritorno.
Questi "gorghi alimentari", come si può facilmente intuire, richiamano i piccoli pesci ed altri esseri acquatici che rappresentano a loro volta il "pasto" dei predatori.
Si può ben capire che queste zone, all'apparenza insignificanti, sono in realtà delle aree perfette di pesca. I predatori stazionano a ridosso di tali luoghi ed all'interno della corrente di ritorno col muso rivolto in senso contrario ad essa aspettando il momento propizio per sferrare un'attacco od una preda che si allontana dalla "mensa".
La nostra azione di pesca sarà di conseguenza. Jig, vermi o grub e piccoli crank trovano il loro miglior utilizzo in prossimità delle sponde all'interno dei "gorghi alimentari" mentre i minnow sia galleggianti che affondanti rendono meglio ai lati degli stessi od in mezzo alla corrente di ritorno.

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