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OPINIONI - VAIRONI CHE PASSIONE

Di Michele Marziani (del 08/03/2006 @ 22:57:14, in Opinioni, letto 32138 volte)
Spesso mi si contesta bonariamente di essere un integralista della pesca.
Uno che pensa solo alle trote e alla pesca a spinning dimenticando tutti gli altri pesci e gli altri sistemi. Magari qualcosa di vero c'è, ma ci sono altri pesci e altri metodi di pesca che mi appassionano follemente. E non sempre sono i sistemi per prendere grandi pesci. Ad esempio: cosa c'è di meglio in piena estate di una bella passeggiata lungo i freschi torrenti o risorgive di painura alla ricerca di qualche vairone? Niente di impegnativo, è una pesca adatta anche ai bambini, ma tanto divertimento e la possibilità, se lo si desidera, di concludere la giornata con una gustosa frittura di questi pescetti piacevolmente amarognoli.
Mi rendo conto che parlare di pesca al vairone può far sorridere qualcuno che considera sportivo solo insidiare pescioni di un certa taglia, ma non si pensi per questo che per prendere i vaironi non siano necessari qualche trucco e una discreta preparazione tecnica. Inoltre la pesca a questi pescetti nei torrenti di fondovalle spesso offre una serie di gradite quanto inaspettate sorprese. Ci si può infatti ritrovare a fondo lenza una trota, un bel cavedano, un grosso barbo, un temolo. Tutte specie che spesso convivono nelle zone da vairone.
Capita sovente dopo aver percorso un lungo tratto di fiume di avere nel cestino non solo tanti vaironi, ma anche tre o quattro trote. A volte di più di chi si è dedicato specificatamente ai salmonidi per l'intera giornata.
Ricordo un giorno sul torrente Biscubio nel cuore delle Marche, di smettere di pescare le trote che non volevano saperne di abboccare e di essermi dedicato ai meno nobili vaironi. A fine giornata, quando i cestini degli altri trotaioli erano vuoti, nel mio facevano la loro figura sei fario di tutto rispetto.
Il problema principale della pesca al vairone è trovare un fiume o un torrente ancora abbondantemente popolato di questi pescetti. Un tempo ce n'erano in tutte le acque correnti pulite e ossigenate, comprese le rogge, i canali di pianura e le risorgive. Oggi le condizioni generali della rete idrica nazionale sono molto peggiorate: inquinamenti, captazioni indiscriminate, cementificazioni, ripopolamenti con troppi salmonidi di grossa taglia (che trovano nel vairone una delle loro vittime preferite).
In questo quadro a tinte fosche ci sono ancora acque che ospitano i nostri piccoli amici e dove si trovano la presenza è quasi sempre massiccia (se non dovesse esserlo sarebbe un'inutile fatica pescarli e una crudeltà ambientale portarli a casa per farli finire in padella). L'areale del vairone comprende, sulla carta, tutta l'Italia settentrionale e centrale fino ai confini tra Lazio e Campania. Il vairone va ricercato soprattutto in montagna o a fondovalle, quasi sempre in acque classificate da salmonidi. La presenza è facile da rilevare, specie con acque basse, perché i nostri piccoli ciprinidi girano in branchi più o meno grandi e verso sera si producono in continue bollate sulla superficie.
I vaironi, amano le acque fresche ossigenate e correnti, ma non amano lottare con la forza dell'acqua. La loro presenza normalmente si riscontra nei rigiri attorno alla corrente principale, al termine delle buche grandi e profonde, nelle piccole piane anche con una spanna di fondo, lontano comunque dai posti abitualmente frequentati dalle grosse trote che sono il loro più grande nemico. La presenza di erbe sommerse attira il vairone che vi si nasconde volentieri.
Pur meno attenti delle trote, i piccoli ciprinidi sono molto timidi e fuggono alla vista del pescatore. Converrà quindi pescare un po' nascosti e lontano da riva.
Il modo più redditizio per pescare i vaironi è paradossalmente anche il più semplice: basta una canna fissa da 5 m, una pratica montatura con galleggiante (una pallina di sughero da meno di 1 gr, pochi piombini raggruppati a 20 cm, finale dello 0,10, amo 14-16) e un po' di esche (portasassi, camole del miele, lombrichetti d'acqua) nelle tasche dell'immancabile gilet.
Se il nostro obiettivo è far finire i pescetti in padella è meglio conservarli con cura durante la pesca. Niente ingombranti retini, ma un bel cestello di vimini riempito di grosse foglie umide e calato in acqua di tanto in tanto. Alla fine di una giornata a vaironi non avremo fatto grandi catture, ma ci sentiremo felici, esausti della risalita e con gli occhi pieni della bellezza dei torrenti estivi. Anche questa è pesca.
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