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• SPINNING ON LINE - Magazine per appassionati di pesca con esche artificiali

ATTREZZATURA - Ami ed Ancorette

Di Claudio Saba (del 26/09/2007 @ 17:35:37, in Attrezzatura, letto 60985 volte)
Ami e ancorette sono in assoluto i dettagli più trascurati della nostra attrezzatura, eppure sono proprio loro che garantiscono il collegamento tra noi e le prede e hanno la grande responsabilità di bloccare il pesce ed impedirgli di riprendersi la libertà. L'amo, oltretutto, è lo strumento di pesca più antico, il comune denominatore di tutte le tecniche di pesca sportiva; almeno apparentemente, è anche la componente dell'attrezzatura da pesca che nel corso degli anni ha subito i minori cambiamenti. I sofisticatissimi modelli attuali assomigliano in modo incredibile ai primi ami in rame e in bronzo realizzati dall'uomo migliaia di anni fa; e non molto diversi erano gli ancora più antichi ami in legno, in osso e conchiglie, addirittura risalenti a quasi diecimila anni orsono. Ami ed ancoretteTrascurare ami e ancorette è forse dovuto, almeno in gran parte, proprio al fatto che ad un esame superficiale i vari modelli sembrano tutti molto simili; per molti pescatori è quindi praticamente ininfluente utilizzare un modello piuttosto che un altro. L'altra motivazione, per gli spinner, deriva dal fatto che nella stragrande maggioranza dei casi le esche artificiali vengono già corredate di ancorette (più spesso) o ami doppi o singoli (più raramente). E così, quasi sempre, ci si fida della casa costruttrice confidando sulla bontà delle ancorette in dotazione, che verranno cambiate solo quando la ruggine le avrà rese inutilizzabili. Bisogna anche riconoscere che le ditte più serie e note dotano le loro esche di ancorette e ami di buona qualità, ma purtroppo non è sempre così e anche esche molto utilizzate vengono commercializzate con ami scadenti o non adatti. Non è infrequente trovare minnow, popper o jig con ami e ancorette con scarsa capacità di penetrazione o resistenza non sufficiente a reggere il combattimento con grandi ed energiche prede. In questo modo, un dettaglio apparentemente insignificante come l'amo può fare la differenza tra tornare a casa con una bellissima preda o con un travaso di bile. Il problema si pone in particolare con alcune specie che hanno un apparato boccale che non offre una grande presa agli ami o che hanno la fastidiosa abitudine a slamarsi con facilità grazie alle loro acrobazie dopo la ferrata. In testa abbiamo sicuramente il pesce serra che oltre a possedere entrambe queste caratteristiche, sfodera anche una reazione violenta ed una energica difesa una volta allamato, aumentando il rischio di slamatura per apertura delle ancorette. Prima di entrare nello specifico vediamo un po' come sono fatti gli ami. Tralasciando quelli a paletta che non interessano, per ovvi motivi, lo spinning, un amo è essenzialmente composto da un occhiello (eye in termine anglosassone) che serve per il collegamento con l'esca finta, un gambo (shank) più o meno lungo, una parte curva (bend) a circa 180 gradi che termina quindi con la punta (point). A brevissima distanza dalla punta è presente l'ardiglione (barb), una piccola sporgenza posta quasi sempre nelle parte interna (a parte rarissime eccezioni) e che ha il compito di evitare la fuoriuscita dell'amo dalla bocca del pesce. Alcuni modelli, studiati appositamente per consentire il rilascio della preda con il minor danno possibile, ne sono privi e vengono indicati come "barbless". L'apertura dell'amo (gap) è la distanza tra la punta e il gambo, mentre quella tra la punta e l'apice della curvatura viene indicata come profondità o gola (throat). Il disegno allegato è più chiaro di qualsiasi descrizione. I vari modelli di ami si differenziano soprattutto per variazioni nella forma, dimensioni e rapporti tra questi elementi. Abbiamo così ami corti e lunghi, chiusi o aperti, con punta dritta o rientrante, con filo sottile o robusto e così via. Dall'unione di due ami singoli nascono gli ami doppi, da tre ami le ancorette. Gli ami doppi sono poco utilizzati nello spinning, mentre le ancorette sono di gran lunga più diffuse, per lo meno nelle hardbaits. Generalmente cucchiaini ondulanti, jig metallici e skipping sono dotati di una sola ancoretta in coda mentre minnow e popper ne possiedono tipicamente due e talvolta anche tre (a mio modesto parere la terza è assolutamente inutile). Come già accennato, talvolta le ancorette sono troppo piccole o non adatte alle acque salate, in tal caso conviene cambiarle alla prima occasione. Inutile ricordare che è indispensabile acquistare solo ancorette stagnate o comunque trattate anticorrosione, quelle nichelate si arrugginiscono appena vedono il mare. In altri casi sono decisamente poco robuste per i predatori marini più gagliardi e anche in questo caso è opportuno procedere subito alla loro sostituzione, soprattutto se prevediamo di affrontare prede di taglia. Ami e ancorette vengono classificati con un numero che indica la loro dimensione, crescente al diminuire del numero fino ad arrivare al n° 1. Oltre questa dimensione il numero viene seguito da un barra con uno zero, e cresce all'aumentare del numero. Ma questo credo lo sappiano ormai tutti. Quello che invece molti non conoscono è la dimensione delle ancorette a seconda della taglia del pesciolino. La seguente tabella può aiutarvi a scegliere le ancorette di ricambio, almeno a grandi spanne.

Lunghezza minnow o popper

Taglia ancorette

7 cm

da 5 a 7

9-10 cm

da 2 a 5

11 - 12 cm

da 1 a 3

13 - 14 cm

da 2/0 a 2



La misura delle ancorette possono però dipendere dal modello (gambo corto o lungo), dalla forma del pesciolino ed alle prede a cui è destinato, considerate quindi la tabella come puramente indicativa e tenete conto che nel caso di pesciolini con tre ancorette le dimensioni devono ovviamente essere ridotte. Nel caso di ami singoli la variabilità dei modelli è tale da non consentire di dare indicazioni seppur generiche, occorre in questo caso andare per tentativi. Le dimensioni degli ami per gli artificiali da mare più utilizzati variano comunque tra 1 e 8/0. Tra l'altro, occorre considerare che la classificazione di ami e ancorette tiene conto fondamentalmente della dimensione dell'apertura e di quella della gola, ma i vari produttori possono applicare questi parametri in modo non omogeneoSerra amo singolo, quindi a parità di numero possiamo trovare ami e ancorette di dimensioni diverse, e le differenze sono ancor più sensibili se confrontiamo tipologie di ami differenti. Oltre alle dimensioni, in qualche caso può essere importante conoscere la classe di resistenza delle ancorette, soprattutto se insidiamo grosse prede. Questa indicazione non sempre è fornita, talvolta viene riportata nella confezione la classificazione USA: 1X, 2X, ecc., fino a 6X in alcuni modelli di eccezionale resistenza. Per i predatori delle nostre acque, si utilizzano al massimo ancorette di resistenza 4X che resistono tranquillamente alle sollecitazioni di un enorme leccia o del più incavolato dei serra. Ricordo, infine, che sostituire le ancorette con modelli sensibilmente differenti da quelli originali può compromettere il nuoto dell'esca.


Ami singoli o ancorette?

Negli ultimi tempi si sta diffondendo anche tra gli spinner marini una pratica già sperimentata in acque dolci, cioè la sostituzione delle ancorette dei pesciolini finti con ami singoli, per i vantaggi che questi offrono. Innanzi tutto, gli ami singoli garantiscono un minor rischio di incagli quando peschiamo con i minnow in fondali di rocce a bassa profondità. Rispetto alle ancorette, pronte a sfruttare ogni appiglio delle rocce, gli ami sono ovviamente molto meno propensi ad abbracciare scogli e vegetazione sottomarina. Utilizzando ami singoli le probabilità di litigare per diversi minuti con rocce ed altri ostacoli sommersi (e magari di regalare al mare i nostri preziosi minnow) si riducono moltissimo ed abbiamo così la possibilità di esplorare fondali irregolari e poco profondi senza troppi patemi. Ma il vantaggio maggiore degli ami è la maggior tenuta durante il combattimento, soprattutto con prede vivaci o di notevole potenza; un pesce dotato di buone mascelle può aprire o schiacciare una ancoretta molto più facilmente rispetto all'amo singolo, che rispetto alla prima non offre punti dove far leva. Gli ami singoli riducono, inoltre, i danni alla preda e consentono una più agevole slamatura, aspetti fondamentali soprattutto nel caso di rilascio della stessa. Un ultimo aspetto positivo, magari apparentemente trascurabile ma che si apprezza nella pratica, è il minore ingombro degli ami e la maggior facilità con cui si conservano e si tolgono gli artificiali dalle scatolette senza dover impazzire con i tipici grovigli delle ancorette. L'unico rilevante svantaggio dell'amo singolo è una minor sicurezza nella ferrata, con maggiori percentuali di attacchi a vuoto, in particolare se il predatore aggredisce l'artificiale lateralmente. Infatti, è soprattutto l'amo centrale a non garantire una presa sicura proprio per l'ostacolo costituito dal corpo del pesciolino. Per questo motivo molti spinner preferiscono, su minnow e popper, sostituire solo l'ancoretta in coda e lasciare quella centrale. Altro disagio può derivare dalla necessità di montare gli ami utilizzando un doppio anellino spaccato. Infatti, poiché la maggior parte dei modelli ha l'occhiello ortogonale rispetto al gambo, occorre un anellino supplementare (split ring) in modo da mantenere la curva dell'amo in linea con l'asse longitudinale del pesciolino. Questo è fondamentale soprattutto con l'amo centrale, che ovviamente deve avere l'apertura rivolta verso il basso, mentre può essere secondario per l'amo in coda. Sul modo di montare quest'ultimo vi sono opinioni differenti: c'è chi preferisce montarlo sempre con la punta verso l'alto (minore rischio di incagli), chi con la punta verso il basso (maggiore possibilità di penetrare in un punto molle della bocca) e chi lo monta invece con la punta rivolta lateralmente con il vantaggio di utilizzare un solo split ring e per la maggiore probabilità di allamare il pesce nell'angolo della bocca (uno dei punti più sicuri). Il doppio anellino è scomodo soprattutto perché allontana necessariamente l'amo dal punto di attacco sull'esca oltre ad aumentarne la mobilità, anche se alcuni colleghi ritengono che questo sia un vantaggio per le allamate. L'unico modo per evitare due split ring in sequenza è reperire modelli con l'occhiello in asse rispetto al gambo (rarissimi e costosi) oppure si può provare a piegare l'occhiello manualmente, con l'aiuto di una pinza e dopo aver scaldato il gambo con una fiamma. Per finire, un breve cenno sulla tipologia degli ami da utilizzare, anche se questo è un aspetto spesso legato a preferenze e gusti personali. In linea generale, un'apertura larga aumenta le possibilità di allamare il pesce mentre una più stretta rende più difficile la slamatura; occorre quindi trovare un giusto compromesso. Le esperienze maturate negli ultimi anni da molti spinner sardi e non, hanno confermato la validità degli ami con curvatura piuttosto ampia e punta rientrante ma non troppo, quindi i modelli semi-circle che sembrano garantire, rispetto ai più classici J-hook, una migliore tenuta della preda una volta allamata anche e soprattutto nel caso di avversari difficili come i pesci serra. Più rischioso invece l'uso dei "circle" veri e propri con i quali la percentuale di ferrate a vuoto è sicuramente maggiore a causa dell'apertura troppo ridotta.
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