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OPINIONI - SOLO UN PO' D'ACQUA

Di Michele Marziani (del 07/03/2006 @ 22:46:59, in Opinioni, letto 18278 volte)
Che sassaia d'inferno era il Sesia all'apertura. La siccità, pensavamo. Illusi, bastava andare sopra le prese d'acqua e l'acqua c'era, come se c'era. C'era da pescare, da viaggiare in canoa, da far qualunque cosa. Sotto un rigagnolo. E' la storia ormai di quasi tutte le acque montane italiane. Sulle Alpi come in Appennino. In fondo è vero, noi stiamo qui a discutere come si salva la trota marmorata, come si trova il ceppo puro della fario mediterranea, se è meglio rilasciare tutti i pesci, tenerne qualcuno, uno, nessuno... E intanto ci rubano l'acqua. E senz'acqua non ci sono specie da tutelare, pesci da rilasciare. Non sono tanti i problemi delle acque montane, anzi ce n'è un solo grave, l'acqua. Se c'è l'acqua, se ce n'è tanta, se è pulita i pesci vivono bene, crescono, nascono, si riproducono. Basta un "aiutino", un po' di avannotti e trotelle in più e la pescosità rimane sempre alta. Ma dove non c'è l'acqua che programma di gestione si può mai fare? Trote adulte e spinnate, a secchiate. E infatti è quello cha accade. Spesso con la complicità di chi ruba l'acqua. Già, a volte, spesso, sono l'Enel, i consorzi irrigui, i proprietari di centraline private a sponsorizzare le immissioni, con la gioia dei pescatori locali. Chiedete acqua, porca miseria, non pesci. Rompete le scatole perché le centrali e le centraline, rilascino l'acqua sufficiente per far vivere, bene, i pesci. Chiedete questo fantomatico deflusso minimo vitale (peggio dell'araba fenice), non le trote per la sagra paesana. Perché non è solo una questione di clima, di fabbisogno energetico, di sviluppo della montagna. Le centraline private, poi, non sviluppano la montagna, ma solo il portafogli di chi le ha costruite con i contributi, pubblici, dell'Unione Europea. E' soprattutto una questione di non rispetto dell'ambiente. Di ennesima predazione della montagna. Alla montagna si ruba tutto: la gente, l'ambiente, la cultura e anche l'acqua.
Credo che in quest'anno internazionale delle montagne, sia un dovere dei pescatori di montagna chiedere il rispetto per fiumi e torrenti. Si tratta, in fondo, di chiedere un po' d'acqua. E un po' di rispetto.
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