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ITINERARIO PIEMONTE - Laghi Alpini in alta Val Formazza - Toggia - Castel - Boden (VB)

Di Redazione (del 30/03/2006 @ 11:47:11, in Piemonte, letto 39781 volte)
Come arrivarci : Imboccare l'autostrada "A26 Voltri Sempione" in direzione Gravellona Toce/Passo del Sempione, uscire dopo Domodossola per Crodo/Baceno Val Antigorio e Formazza, proseguire in direzione cascate del Toce. VAL FORMAZZA

Descrizione del luogo : Appena superate le maestose cascate del Toce, che prendono il nome dall'omonimo fiume, proseguendo verso l'alto ci troviamo in una piana e raggiungiamo un piccolo agglomerato di tipiche Baite Walser, "Riale".
Parcheggiamo il nostro mezzo e ci dirigiamo a piedi verso il passo San Giacomo (CH), la strada è tutta in salita su una antica mulattiera che sale verso il passo ed i famosi Alpeggi che producono il quasi introvabile e delizioso formaggio Bettelmatt.
Con circa 1,5/2 ore di cammino, si "potrebbe" salire anche con un 4x4, ma a vostro rischio e pericolo visto che è divieto di transito, ci troviamo sotto la diga del primo lago, il Toggia.
Tutte le sponde sono facilmente raggiungibili, fatta eccezione per la zona sotto la diga, nelle sue acque troviamo iridee in abbondanza, quelle più facilmente pescabili sono nella misura 18/25 cm, mangiano sia a spinning che con i più tradizionali e redditizzi sistemi a recupero (camole, vermi, caimani ecc.), ma per chi non fa il quotista di trote che messe tutte insieme non arrivano a 1/2 Kg, puo tentare con rapala, ondulanti e cucchiaioni il cappotto, cosa non rara in questi bacini d'alta montagna, ma attenzione! nel tentare il cappotto si corre il rischio di allamare la "vecchia", spesso mi è capitato di vedere sia sotto la diga che in altre zone del lago, delle fario che superavano abbondantemente i 2 kg.
Come avrete capito prenderle è un'altro discorso, qui entreranno in gioco la vostra abilità e le condizioni atmosferiche che spesso danno i loro migliori risultati con vento, acqua e nuvoloni.
Riscendendo da dove siete saliti per andare al Toggia, subito sotto la diga verso valle, troviamo sulla nostra sinistra una mulattiera che con un quarto d'ora a piedi ci porta dritti al lago Castel, questo lago naturale incastonato nei picchi della val Formazza gode di un pesaggio mozzafiato e di una colorazione delle acque indescrivibile, è il classico lago dove se non si prende nulla si torna a casa ugualmente contenti.
Le sponde sono tutte facilmente accessibili, alcune su pietraie ed altre su sabbia, quindi con fondali differenti ma in ogni caso non molto profondi che legati alle acque cristalline, consigliano di avvicinarsi alle rive con molta cautela per non farsi vedere.
Nel Castel le toccate sono meno frequenti rispetto al Toggia, qui il discorso condizioni atmosferiche gioca un ruolo ancora più importante, mi è capitato di fare cinque uscite con quattro cappotti ed una..., pescando 4/5 fario sopra il mezzo Kg in un ora, è un lago misterioso e difficile, ma anch'esso può regalare delle belle soddisfazioni, si dice oltretutto che vi sia presente ancora qualche esemplare di trota Canadese "Cristimover", salmonide che raggiunge i dieci Kg.
A parte quel che si dice, questa trota negli anni 60/70 è stata realmente immessa nel Castel, in passato ne sono state pescate, ma ultimamente nel giro di trotaioli che conosco, non ho sentito nessuno che è a conoscenza di catture di Cristimover.
Trote Canadesi si o no, Fario ve ne sono di belle ed anche le Iridee non mancano.
Ultimi, ma non meno importanti, tra Il Castel ed il Toggia, più in alto, con circa mezz'ora di cammino troviamo i laghetti del Boden, sono due piccoli laghi poco profondi con acque che definire cristalline è poco!
Qui non farsi vedere e fare il minor rumore possibile diventa fondamentale, con alcuni tipi di pesca è consigliabile lanciare da una parte all'altra del lago fuori dall'acqua e poi far immergere la nostra esca molto delicatamente, ma quanti ingarbugli ed esche perse...
In queste acque vi sono a differenza degli altri due, più Fario che Iridee, so che qualcuno dirà e meno male, ma essendo laghi che stanno ghiacciati per 6/7 mesi all'anno, prima che le Fario raggiungano pezzature interessanti ci vuole un bel pò di tempo ed oltretutto sono molto smaliziate, ma anche questi due splendidi laghetti possono regalare catture memorabili.
In ogni caso tutti i laghi citati sono accomunati dalla difficoltà di abbondanti catture, in compenso si trovano in una zona talmente bella che vale veramente la pena di "pescarli".

P.S. Ci troviamo sopra i duemila metri, attenzione all'abbigliamento e buona p.... ehhm scusate, volevo dire in bocca al lupo!

Pesci presenti : Iridee, Fario, Sanguinerole.

Permessi : Licenza di Pesca tipo "B"

L'itinerario è stato suggerito da: Fabio De Giovannini. Rivolgersi direttamente all'autore per qualsiasi delucidazione.

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