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ITINERARIO TOSCANA - La diga di Montedoglio ( AR )

Di Michele Marziani (del 28/03/2006 @ 15:54:09, in Toscana, letto 44417 volte)
Come arrivarci : Punto di riferimento per raggiunge l'invaso di Montedoglio e' la cittadina di Pieve Santo Stefano che si incontra sulla E45 Cesena-Roma. E' questa la strada da fare per chi viene dal versante adriatico (l'E45 si imbocca al casello di Cesena Nord dell'A14) e da Perugia. Chi proviene dalla A1 deve uscire al casello di Arezzo, raggiungere Sansepolcro e da qui imboccare l'E45 in direzione nord. CARTINADa Pieve Santo Stefano l'invaso si raggiunge in localita' Madonnuccia (seguire le indicazioni) o prendendo la vecchia strada per Anghiari. In questo caso si arriva al lago attraverso delle sterrate sulla sinistra all'altezza di Sigliano oppure si prosegue per raggiungere la diga.

Descrizione del luogo : Nell'alta valle del Tevere, in territorio toscano, precisamente in provincia di Arezzo, circondata da monti, boschi e torrenti da trote si trova la cittadina di Pieve Santo Stefano. Zona quasi montana dove fino a ieri la pesca era quella alla trota, o al massimo la passata a barbi e cavedani sul Tevere. Poi, non molti anni fa, e' stata costruita la diga di Montedoglio che sbarra il Tevere a valle della confluenza del torrente Singerna. Ne e' nato un invaso di grandi dimensioni a fini irrigui e idropotabili. Un bacino ancora in via di riempimento e di assestamento le cui caratteristiche sono destinate a mutare nel tempo. Cosi' a Pieve Santo Stefano si sono trovati di fronte ad un lago e a pesci nuovi, provenienti dal Tevere, da bacini inglobati nell'invaso e da ripopolamenti effettuati negli anni. Oggi la diga di Montedoglio ospita numerosi ciprinidi (in prevalenza carpe, scardole e carassi), qualche trota in discesa dal Tevere, dal Singerna e da altri piccoli tributari e soprattutto predatori. Ci sono i lucci, e ce ne sono molti, di tutte le dimensioni. Da quelli di pochi etti a quelli di tanti chili. Se la taglia media delle catture e' attorno ai due chilogrammi non mancano esemplari dai 4 ai 6 chili e sono stati cestinati anche pesci molto piu' grandi. Assieme ai lucci ci sono tantissimi persici reali, normalmente abbastanza piccoli, ma con punte di crescita di tutto rispetto. Ultimamente poi sono in aumento anche i persici trota. Se a questo si aggiunge che i pescatori locali non frequentano molto il lago (lo fanno in misura maggiore i vicini umbri) e le tecniche di pesca ai predatori sono molto da affinare, siamo di fronte ad un itinerario a quattro stelle. Non e' pero' tutto oro quel che luccica. Pescare non e' facile sia perche' ci sono scarsi accessi all'invaso, sia perche' il continuo variare di livello sposta i punti buoni di continuo, sia perche' l'acqua ha sommerso tutto - piante, alberi, arbusti, strade - creando un habitat perfetto per i predatori, ma allucinante per i pescatori. Cosa c'e' sott'acqua e' ben difficile da sapere, ma pescando a spinning mettete pure in conto di lasciare sul fondo un patrimonio di artificiali. Gli stessi che, a livelli bassi, si raccolgono dagli alberi sommersi come se fossero mele... Le zone piu' interessanti per i predatori sono quella della Madonnuccia e, soprattutto, la sponda costeggiata a una certa distanza dalla vecchia strada per Anghiari. I punti precisi vanno pero' scoperti man mano che varia il livello dell'invaso. E' uno sforzo di ricerca, ma vista la buona presenza di pesci vale la pena di farlo. Altra zona di grande rilevanza, specie per chi cerca i lucci, e' il Tevere immediatamente a valle della diga. Ovunque, da riva, ci si trova comunque ad avere a che fare con un habitat ricco di piante, arbusti, cannucce e ripari. Sono poche le zone profonde e abbastanza libere da ostacoli. A Montedoglio l'esca principe sono gli ondulanti da 15 a 20 e piu' grammi. Non solo gli ondulanti permettono di lanciare molto distante da riva - dove in pieno giorno e' piu' facile vedere qualche predatore in attivita' - ma sono appetiti in misura senz'altro superiore rispetto ad altri luoghi. Vengono infatti attaccati non solo dai lucci, ma anche dai black e in determinate occasioni si tira su pure un persico reale dietro l'altro. Magari si tratta di piccoli esemplari, ma rompono la monotonia mentre siamo alla ricerca della grande cattura. Da segnalare poi che se il pesce staziona volentieri al largo durante il giorno, al mattino presto e soprattutto la sera e facile trovarlo in caccia a due passi da riva. Ne consegue che prima di entrare in acqua con gli stivali - operazione da fare comunque con precauzione perche' ci sono zone molto fangose - e' sempre bene fare qualche lancio anche in poche spanne d'acqua. Difficolta' di accesso e di localizzazione del pesce a parte, il lago di Montedoglio vale comunque piu' di una battuta di pesca perche' ha tutte le carte in regola per diventare uno degli itinerari da lucci piu' interessanti dell'Italia centrale. Assolutamente da non perdere per gli amanti del piu' affascinante predone delle acque dolci.
Pesci presenti : lucci, persico reale, black bass e cavedani. Per chi non pesca a spinning sono presenti carpe, scardole e carassi.

Permessi : Per pescare e' sufficiente la licenza. La zona - per fortuna - e' ben sorvegliata, soprattutto dalla Forestale.

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