Logo pinning On Line
• SPINNING ON LINE - Magazine per appassionati di pesca con esche artificiali

OPINIONI - OVESCA ADDIO

Di Michele Marziani (del 04/03/2006 @ 22:06:07, in Opinioni, letto 27961 volte)
Nei primi anni Settanta, quando ancora "di mestiere" facevo il bambino, l'Ovesca era il torrente dei miei sogni. Ricco d'acqua e di trote solcava la valle Antrona, una delle più belle e ignote vallate dell'Ossola, in Piemonte, nell'alto novarese. Aspettavo con ansia i mesi estivi quando potevo recarmi in vacanza in quello che allora era un vero angolo di paradiso: montagne incantate, boschi ricchi di funghi, il latte appena munto che lasciava i baffi di panna, il camino sempre acceso e, soprattutto, le trote dell'Ovesca. Tante, belle, fario e iridee coloratissime da pescare nei sottoriva durante il periodo del disgelo o nelle belle buche d'acqua trasparente una volta sciolte le nevi. Ho pescato sull'Ovesca e sui suoi piccoli e nascosti affluenti, tutte le estati fino al 1978. Ho imparato a conoscerlo, sono diventato un "bravo" pescatore, ho catturato decine di pesci bellissimi in un torrente a pochi passi da "casa". Uscivo dalla baita di famiglia - "Casa Marziani" in quel di Pra Bernardo, piccolo agglomerato di case, un tempo villaggio di minatori - scendevo a piedi fino a Madonna e... mi infilavo nel torrente.

"Casa Marziani" c'è ancora, ho ricominciato a frequentarla nel 1990, ogni anno. E pure l'Ovesca c'è ancora: ogni anno più triste, ogni anno più povero d'acqua. Tra le storiche centrali dell'Enel e le centraline private, oggi lungo il corso del torrente (una dozzina di chilometri in tutto) e dei suoi affluenti si contano almeno una decina di punti di captazione. Aggiungete la "naturali" alluvioni di questi anni, la progressiva scomparsa dei ghiacciai e qualche scarico industriali nella parte terminale e immaginate che torrente è rimasto oggi. Eppure le trote ci sono, sia per le immissioni di novellame da parte dell'Avpmo un tempo (e della Fipsas oggi), sia per la caparbia capacità riproduttiva delle marmorate locali. Dal 1990, ogni anno, con il ricordo del mio torrente dei sogni, sono sceso nell'Ovesca a pescare, cercando soprattutto posti con un po' d'acqua e pesci degni - per dimensione - di questo nome. Ogni anno ho visto un torrente sempre più triste, affannato, povero d'acqua. Ho sempre dato la colpa all'annata particolarmente siccitosa, all'alluvione di qualche anno prima, a... Volevo coltivare il mio sogno e il mio ricordo. E scendevo, sempre più verso valle alla ricerca di qualche bel pesce. Alla fina, la zona che dava più "frutti" era quella di Villadossola, il fondovalle cittadino. C'era un bel tratto a monte del paese dove, con fatica si prendeva qualche trota, anche con punto sui 40 cm. E, per chi ci va tutto l'anno, sorprese superiori al chilo (personalmente una sola). Quest'anno il tratto di torrente in questione è poverissimo d'acqua, massacrato dagli ennesimi prelievi. A valle c'è il paese, con il campo di gara: una media di due gare al mese, più prove varie durante la settimana. Immissione continua di trote adulte. Finché non le prendono tutte ci sono solo loro. Metti e pesca. Paradossalmente è la zona più frequentata dai pescatori (ovviamente dopo le gare).

Quest'anno l'unica zona con l'acqua e un po' di pesci era a valle di Villadossola, fino alla confluenza con il Toce. Il torrente è bello, ci sono molte trote, soprattutto marmorate di piccola taglia (roba sui 27-28 cm.; non si possono trattenere perché la misura è 35, però escono da tutti i buchi), ma si pesca sotto la superstrada, di fianco ad uno scarico industriale, a due passi dalla zona industriale, sotto ai cavi dell'alta tensione e al ponte della ferrovia. Altro che luogo dei sogni della mia infanzia. Più in su, fino in cima alla valle, l'acqua è sempre poca, pochissima. Nulla rispetto a quella dei miei dieci anni. Ho deciso che sogni e ricordi non bastano più: non pescherò mai più nell'Ovesca, in questo Ovesca distrutto e martoriato da altri interessi, sempre più "importanti" del fiume che mi ha fatto felice quand'ero bambino. Un fiume che posso raccontare ai miei figli come nella canzone di Guccini il "Vecchio e il Bambino": io parlo dell'Ovesca di un tempo, ma loro vedono sassi e un filo d'acqua che scorre a fatica. Purtroppo quella dell'Ovesca è una storia che ognuno di noi potrebbe raccontare, semplicemente cambiando nome al torrente...
© Alieutica testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Rimini n. 3/2005 - SPINNING ON LINE
© Copyright 2003 - 2017  Tutti i diritti riservati.