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OPINIONI - IL GIOCO DELLA VITA

Di Mirto Ciampi (del 03/03/2006 @ 21:44:59, in Opinioni, letto 23424 volte)
La Natura è una Madre stupenda.
Essa t'insegna, in qualsiasi momento, le regole della vita.
Rientravo a casa sul finire di un corto giorno d'Inverno. Avevo attraversato varie creste sul Crinale, con piccozze e ramponi. Quasi a buio noto delle tracce su neve a Serrata, una larga radura posta a metà tra il Crinale di confine dei Comuni di Fanano e Fiumalbo." Il lepre che scappa dalla Volpe", pensai, dopo aver analizzato le tracce.
Però il Lepre scartava di lato ed eludeva il Volpe che inseguiva a bocca aperta la sua probabile preda. Dagli scarti e dalla corsa capivo che la caccia era ancora aperta; non una goccia di sangue o pelo che rilevassero contatto tra i due Attori. Le tracce si buttavano a capofitto lungo un crinale che porta ad un vallone immenso in terra Fananina. Gli ultimi alberi erano degli enormi Faggioni. Alcuni di questi colpiti da fulmini, nel buio del tramonto e della notte m'incupivano. Sembrava che parlassero della loro disavventura, e che rilevassero quanto, prima della sciagura, erano belli ed imponenti. Seguendo ancora le tracce notavo che il Volpe aveva affondato qualche attacco, ma a vuoto.
Nella neve solo grandi buche e pelo del Volpe, il quale, credo, si pulisse dalla neve che aveva raccolto provando a tuffarsi a bocca aperta sulla schiena del Lepre. Il Lepre scartava sempre a sinistra l'azzannata del Carnivoro, si notava il balzo laterale con la caduta nella neve fresca. Segni evidenti che la vita e la morte giocavano una partita alla pari. Entrambi con le proprie astuzie, con le proprie ragioni, con i propri istinti e destini dati da Madre Natura. Predatore e Predato, Attori del gioco della vita. Intanto che mi ero perso nelle tracce e nel buio, mi fermai a comprendere che almeno due ore di cammino nella neve mi dividevano dal tornare a casa. Estrassi il frontalino dallo zaino e ripercorsi il tragitto dell'andata all'opposto. Ed ancora mi riaffiorava la sfida, il combattimento. Ma il mio pensiero ora correva alle guerre degli Uomini.
Non esiste lealtà tra le sfide degli Uomini. Essi si combattono a suon di soldi, marche da bollo, Tribunali e sentenze, ricorsi in Cassazione ed archiviazione del caso. Regole dettate dagli Uomini per pochi Uomini. L'equilibrio del combattimento non esiste. Esiste un'ipocrisia nel combattimento! Il Lepre ed Il Volpe sono alla pari, possono lottare sullo stesso piano, è una sfida equa. La vita selvaggia corre su questi sentieri pericolosi, mai crudeli. Vittoria o sconfitta hanno il significato di tramandare altra vita in un altro animale, in un altro individuo. Forza, astuzia ed abilità appartengono a tutte le specie, senza distinzione. I conti non mi tornavano con la razza del mio Genere. Quante differenze, abusi, soprusi, raggiri, quante menzogne nel gioco della vita degli Uomini. Mentre sprofondavo ed ansimavo nella neve fresca, non riuscivo a trovare un qualcosa di giusto od equo nelle battaglie che la storia ricordi. I miei pensieri erano tutti in disarmonia con quelle tracce che avevo appena lasciato. Tracce d'animali, né più né meno che animali che rispondono al proprio istinto. E l'Uomo che istinto ha? Ma l'ha ancora un istinto, l'Uomo? Credo che chi non riesce a riconoscere la sua parte animale, sia dominato dalla Società, perisca dagli eventi. Poi penso: "Ma che cavolo ci faccio io, nel bel mezzo della notte, lontano da casa e dal camino acceso, che giustificazione mi trovo"? Penso che non potrei vivere senza il contatto con la Natura. Mi sembrerebbe d'essere un ortaggio che cresce in serra, annaffiato e concimato, ma al primo spifferino di vento mi congelo e muoio. Preferisco nascere in un quadretto di terra, in mezzo ai sassi ed all'altitudine, esposto ai venti ed alle intemperie... ma cosciente e consapevole della forza delle proprie radici. Credo che nel soffrire si cresca, anche di poco ma si cresca di spiritualità, quella forza interiore che ti fa vedere un selvatico prima che ti veda lui. Pormi al pari dei sensi di un animale; questo mi procura energia, forse la stessa energia che prova il Lupo quando è in caccia, o della stessa Volpe di prima.
Comincio ad essere stanco e sudato, dietro le mie spalle Serralta è già scomparsa da un pezzo. Il sentiero entra nel bosco, la neve ha spezzato ed abbassato molti rami di faggio. Il frontalino comincia a dare segni di sofferenza, manca poco alla macchina e poi a casa. Oggi ho apprezzato il gioco della vita, quello reale e quello sleale.
Le differenze sono notevoli, ma chi sono io per giudicare? Mi piace più pormi dei paragoni, ed il più delle volte comportarmi come si comportano Loro, gli animali...
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