Logo pinning On Line
• SPINNING ON LINE - Magazine per appassionati di pesca con esche artificiali

OPINIONI - IL TEMPO DELLE LUNGHE OMBRE

Di Mirto Ciampi (del 02/03/2006 @ 21:28:34, in Opinioni, letto 21904 volte)
Autunno mesi di funghi. E di visite ad antiche Maestà ed Oratori. Percorro le antiche vie dei Pellegrini che avevano come obiettivo la Citta Santa di Roma. Antiche case, antichi muretti in sasso, antiche cave di sasso, antiche fonti d'acqua e ricoveri per animali. Antico questo bosco che mi circonda, castagni secolari uccisi inesorabilmente dall'incuria dell'uomo che non si sfama più con i suoi frutti. Battiti d'ali, fruscii tra i rami, scoiattoli che saltano da una conifera all'altra, tutto è pace attorno a me. Rivedo i cavalli che tirano calessi con Signore e Principi, Nobili in viaggi d'affari e d'amore, mendicanti e commercianti. Altri calessi di Contadini con prodotti dei loro orti freschi, venditori d'olio, grano e segale, patate e sale. Tutto m'appare com'era allora. Immense fatiche per sopravvivere, con usi e costumi che oggi non esistono più; la globalizzazione ci ha resi tutti uguali, tutti fratelli. Branchi di pecore che scendono a valle per lasciare questi pascoli estivi, per iniziare quella che era la Transumanza; il ricovero in Pianura delle greggi. E ci volevano settimane per arrivare a destinazione: Ferrara, Rovigo e Padova. Bestiame allo stato brado che, lentamente, sul far della sera rientra nelle stalle. Mucche che hanno tanto buon latte da dare. Mi ricordo quant'erano buoni quei mestolini di latte appena munto e raccolto nella secchia. Caldo, profumato, sapeva d'erba. E ti lasciava quell'alone bianco attorno alla bocca. E quel riso cotto lentamente nel latte, che quando lo versavi nel piatto aspettavi un attimo prima di mangiarlo perché si formava quel velino sopra quando si raffreddava.
Percepisco sensazioni di Gente che ha lottato contro la fatica e le avversità della vita. Curvi nelle loro schiene, con mani callose e screpolate, unghie storte e sporche, spaccate dai ritmi del lavoro. Ma mani che quando ti stringevano ti davano forza, sicurezza, lealtà. Mani ingegnose che s'adoperavano nella costruzione del legno, delle case, degli oggetti di tutti i giorni. Occhi stanchi ma felici, un sorriso sulle labbra sincero. Ed ospitali. Mi ritrovo fuori di quel bosco dove anticamente passava la Via Bibulca, e senza accorgermene mi ritrovo sul crinale di spartiacque tra Toscana ed Emilia. In lontananza vedo le Apuane, le Montagne del mare Tirreno. Comincio a prendere il sentiero di crinale e sotto di me vedo la mia ombra che mi segue. E' un ombra lunga proiettata sull'infinito, sui campi a brughiera, sui vaccinati di mirtilli con le foglie tutte rosse dell'Autunno. Ombre lunghe che m'inseguano e che mi parlano, ancora, di un mondo che non esiste più. Autunno segna il tempo delle lunghe ombre, di pensieri raccolti attorno ad un focolaio dove, allegramente, un paiolo di rame trasforma la farina di mais in polenta. Un sugo di funghi sopra, per allietare il corpo e lo spirito. Gesti, rituali, consuetudini che ritornano nella mia mente. Intanto le lunghe ombre stanno scomparendo in un profondo Ovest. E' tempo di trovare uno spiazzo per riposare, poi domani il cammino riprenderà verso la Garfagnana, altra terra d'usi e costumi non certo diversa dalla mia Terra. Le lunghe ombre sono sfiorite, scomparse nella notte...
© Alieutica testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Rimini n. 3/2005 - SPINNING ON LINE
© Copyright 2003 - 2017  Tutti i diritti riservati.