• SPINNING ON LINE - Magazine per appassionati di pesca con artificiali
\\ Home Page : Articolo

ITINERARIO PIEMONTE - Il Lago Campliccioli ( VB )

Di Michele Marziani (del 30/03/2006 @ 11:42:03, in Piemonte, letto 29476 volte)
Come arrivarci : Da Milano si prende l'autostrada A 8 per il lago Maggiore e la si lascia allo svincolo Villadossola.
Per chi invece vuole godersi il panorama del Lago Maggiore, da Milano si prende l'autostrada A 8 per il lago Maggiore e la si lascia allo svincolo di Arona dove si imbocca la statale 33 che costeggia il lago Maggiore. MAPPAQuindi si prosegue per Gravellona Toce- Domodossola. Nei giorni festivi quando il traffico lungo il lago Maggiore è molto intenso è consigliabile non lasciare l'A8 ad Arona, ma proseguire sull'A26 fino a Borgomanero e da qui immettersi la statale 229 del lago d'Orta fino a Gravellona Toce. Comunque si arrivi a Gravellona occorre poi prendere la superstrada per Domodossola e lasciarla all'uscita di Villadossola.
Da qui ci si "arrampica" per 16 chilometri lungo la provinciale per Antronapiana e una volta raggiunto il paese si seguono le indicazioni per il lago di Antrona. Arrivati al bacino la carrozzabile diventa più stretta e comincia a salire con una serie di impervi tornati fino alla diga di Campliccioli dove c'è un piccolo parcheggio nel quale è necessario abbandonare l'auto.
Il lago di Campliccioli dista da Milano circa 125 chilometri.

Descrizione del luogo : Se ci si ferma a guardare l'invaso di Campliccioli in una tersa mattina d'estate, sembra quasi impossibile che un posto così bello sia nato dalla costruzione di una diga di cemento. E' invece è proprio così, il lago di Campliccioli è una delle innumerevoli perle dei monti dell'Ossola, create dallo sfruttamento intensivo della montagna a scopo idroelettrico. Siamo sulle Alpi piemontesi, nella neonata provincia di Verbania, in una stretta valle laterale del fiume Toce, la valle Antrona. Un angolo di pace e tranquillità fuori dai circuiti turistici ordinari eppure facile da raggiungere per un'escursione e una bella pescata. La valle Antrona è ricca di laghi alpini. I principali sono sette: due di orgine naturale (i laghetti del Trivera), uno nato da una frana nel XVII secolo e poi risistemato con un muraglione (il lago di Antrona) e ben quattro realizzati sbarrando riali e torrenti per produrre energia elettrica. Il piano di sfruttamento delle acque della valle ha inizio negli anni Venti con la costituzione da parte della Società Edison della Società Anonima Forze Idrauliche Valle Antrona. La diga di Campliccioli nasce in quegli anni sbarrando il torrente Troncone a 1352 m.. L'invaso formatosi, con una superficie di 30mila mq, è sicuramente uno dei più belli che si possono incontrare su queste montagne. E definirlo "uno dei più belli" non è facile, vista la concorrenza piuttosto agguerrita di tanti laghi e laghetti dell'Ossola.
Circondato da stupendi larici, rododendri e mirtilli l'invaso di Campliccioli ha un'acqua di una trasparenza impressionante nella quale trovano rifugio trote dai colori inenarrabili. Colpisce soprattutto l'azzurro intenso delle iridee cresciute nell'invaso di Campliccioli. Che trote stupende! E che lottatrici. Se si ha la fortuna di allamare un pesce che supera il mezzo chilo di peso ci si rende conto di cosa significhi un'iridea "selvaggia" attaccata all'amo. Altro che trote d'allevamento. A Campliccioli le tanto bistrattate "americane" vengono seminate quando sono lunghe pochi centimetri. Quando diventano grandi sono pesci decisamente ruspanti. Oltre alle iridee il lago ospita anche le fario, seppure in misura minore. Se si escludono certi esemplari di una certa stazza che si possono catturare pescando a fondo nei pressi della diga, la fario non è però interessante come l'iridea. Tira molto, ma molto meno. Nel lago le trote di entrambe le specie sono presenti a tutti gli stadi di crescita. Questo anche grazie alla costante opera di ripopolamento da parte della locale associazione di pescatori. L'unico neo è forse l'eccessiva densità delle trotelle di pochi centimetri che se non si fa attenzione si avventano sull'esca appena questa giunge in prossimità della riva. Le trote comunque hanno purtroppo poca possibilità di crescere perché sono molti i pescatori che le trattngono appena raggiungono la misura minima che, nel caso dell'iridea, è di soli 18 cm.. La scorsa stagione era facile fare la quota (10capi) di questi pesciolini di taglia "legale". Anche se molto più rare non mancano gli esemplari di stazza che superano il mezzo chilo di peso. E ogni anno o quasi qualche "colosso" esce dalle profondità lacustri per la gioia dei più fortunati e l'invidia di tutti gli altri. Tra le catture importanti di Campliccioli ne ricordo una effetuata da alcuni pescatori locali un paio di anni: una trota superiore ai 2 chili e mezzo dal corpo corto e tozzo, la mascella pronunciata come quella di un salmone e due o tre macchie nere a forma di rombo sui fianchi chiari. Un esemplare stupendo e inclassificabile. Uno dei maggiori vantaggi (e svantaggi...) del lago di Campliccioli è quello che si raggiunge in auto fino alla diga. Non occorrono quindi le classiche sgambate di qualche ora richieste per buona parte degli invasi alpini. Inoltre l'intero perimetro del lago è costeggiato da un sentiero che permette - dall'alto - di portarsi un po' ovunque. Attenzione però: in certi punti scendere a livello dell'acqua è molto rischioso, soprattutto sulla sponda idrografica destra in prossimità della diga. Inutile dire che uno dei punti più pescosi è proprio questo...
Vediamo quali sono gli altri, quelli accessibili senza rischiare l'osso del collo. Parcheggiata l'auto nei pressi della diga la si può attraversare a piedi e, dopo aver attraversato una corta gallegia, si comincia a costeggiare la riva sinistra. Quasi subito un impetuoso torrente - il rio Banella - si getta nel lago da un salto scosceso. Tutto fa pensare al luogo ideale dove immergere la lenza. In realtà la concetrazione di trotelle di piccolissima taglia impedisce letteralmente di pescare. Meglio sondare la sponda un po' più a monte, tra le grosse pietre che si intravedono in fondo all'invaso. In alternativa, con una camminata robusta si può arrivare ad un gruppo di baite in prossimità delle quali il torrente Troncone fa il suo ingresso nel lago. Non è probabilmente il posto capace di ragalare le catture più importanti, ma è senz'altro quello dove si prende di più. E le trote abboccano quasi sempre. Particolare questo da non sottovalutare visto che a Campliccioli, come in tutti i laghi alpini, è facile passare intere giornate nelle quali non si vede una tocca.
Molto buona è anche la sponda destra meno frequentata perché più selvaggia, scoscesa ricca di massi e pietre sommersi. Per raggiungerla dal parcheggio dell'auto occorre salire sulla sinistra fino a che non si trovano i binari della decauville, la piccola ferrovia a scartamente ridotto utilizzata per portare il materiale alla stazione della teleferica che conduce a Camposecco, un'altra diga a monte di Campliccioli. Seguendo i binari si costeggia dall'alto la riva destra: i difficili accessi al lago si individuano senza problemi.
Qualsiasi sia la zona prescelta per cercare di catturare davvero occorre essere sul posto alle prime luci dell'alba o in prossimità del tramonto. Le trote, specie quelle un po' più robuste, rimangono attive per poco. Con il sorgere del sole lasciano il campo libero alle sorelle più piccole.

Pesci presenti : trote iridee e fario.

Permessi : La pesca nel bacino di Campliccioli apre in giugno e si conclude la prima domenica di ottobre.
Per pescare è sufficiente il possesso della licenza. Per ogni giornata di pesca si possono catturare 10 trote. La misura minima è di 20 cm. per le fario e 18 per le iridee.

Previsioni meteo della zona Mappa aerea Itinerario
RICERCA
Cerca in SpinningOnLine
 

Il pescatore di tempo - di Michele Marziani
ARTICOLI PUBBLICATI
< ottobre 2017 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
         
 Catalogati per mese:
Ottobre 2017
Settembre 2017
Agosto 2017
Luglio 2017
Giugno 2017
Maggio 2017
Aprile 2017
Marzo 2017
Febbraio 2017
Gennaio 2017
Dicembre 2016
Novembre 2016
Ottobre 2016
Settembre 2016
Agosto 2016
Luglio 2016
Giugno 2016
Maggio 2016
Aprile 2016
Marzo 2016
Febbraio 2016
Gennaio 2016
Dicembre 2015
Novembre 2015
Ottobre 2015
Settembre 2015
Agosto 2015
Luglio 2015
Giugno 2015
Maggio 2015
Aprile 2015
Marzo 2015
Febbraio 2015
Gennaio 2015
Dicembre 2014
Novembre 2014
Ottobre 2014
Settembre 2014
Agosto 2014
Luglio 2014
Giugno 2014
Maggio 2014
Aprile 2014
Marzo 2014
Febbraio 2014
Gennaio 2014
Dicembre 2013
Novembre 2013
Ottobre 2013
Settembre 2013
Agosto 2013
Luglio 2013
Giugno 2013
Maggio 2013
Aprile 2013
Marzo 2013
Febbraio 2013
Gennaio 2013
Dicembre 2012
Novembre 2012
Ottobre 2012
Settembre 2012
Agosto 2012
Luglio 2012
Giugno 2012
Maggio 2012
Aprile 2012
Marzo 2012
Febbraio 2012
Gennaio 2012
Dicembre 2011
Novembre 2011
Ottobre 2011
Settembre 2011
Agosto 2011
Luglio 2011
Giugno 2011
Maggio 2011
Aprile 2011
Marzo 2011
Febbraio 2011
Gennaio 2011
Dicembre 2010
Novembre 2010
Ottobre 2010
Settembre 2010
Agosto 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Dicembre 2006
Novembre 2006
Ottobre 2006
Settembre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Ultimi articoli inseriti
Articoli pił letti
SONDAGGIO
Il futuro della pesca sarà solo nelle riserve e cave a pagamento?

 Si
 No
© Alieutica testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Rimini n. 3/2005 - SPINNING ON LINE
© Copyright 2003 - 2017  Tutti i diritti riservati.