Chi era Mario Albertarelli
Mario Albertarelli, giornalista e scrittore di cose
di pesca, ha raccontato il mondo dei pesci e delle acque con la passione
del pescatore e la capacità non comune del grande cronista.
Alcune pagine della sua attività letteraria, sono pura poesia
dell’acqua e di un modo di frequentare laghi, fiumi e torrenti
così lontano da quello moderno.
Mario Albertarelli è nato a Torino, sulle rive del Po, il 13
settembre del 1933. Se n’è andato il 20 giugno del 1997.
La sua vita si è sempre divisa fra Torino, la romagnola Cesena
e la Valle d’Aosta, fino a quando negli anni Sessanta si è trasferito
a Milano.
Cominciò a pescare giovanissimo insieme ad una “banda” di
simpatici frequentatori di osterie capeggiata da un suo zio che per
primo gli insegnò a maneggiare una canna. A vent’anni
si dedicò alla sua seconda vocazione: il giornalismo. Fu dapprima
cronista di nera e poi inviato di per alcuni grandi quotidiani nazionali.
In seguito, le sue passioni per le scienze naturali, conseguenze dirette
dell’amore per la vita nei boschi, nei campi e sui monti, lo
spinse verso i periodici dove poteva meglio condurre grandi inchieste
sul dissesto ambientale che egli stesso illustrava coltivando così un’altra
grande passione, quella per la fotografia. L’ultimo periodico
per il quale ha lavorato è stato Natura Oggi.
Ha scritto otto libri di pesca in uno dei quali – L’amo
e la lenza – racconta la sua vita trascorsa in parte sui fiumi
e in parte nelle redazioni. L’amo e la lenza, ormai introvabile,
può essere scaricato in versione integrale, in formato PDF da
questo sito, grazie al lavoro dell’Associazione Mario Albertarelli
e soprattutto grazie alla grande disponibilità della famiglia
dello scrittore scomparso che ha voluto concedere gratuitamente l’utilizzo
del testo.
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